Nella notte tra venerdì e sabato scorso ignoti hanno danneggiato l’autovettura di proprietà dell’avv. Roberto Scalfari, capogruppo al Comune di Tropea della lista “Uniti per la Rinascita”. Tale episodio criminoso, ad avviso dell’avv. Scalfari, si inquadra nel crescente clima di tensione politica che Tropea sta vivendo dalla chiusura delle urne. Sintomatico che tale evento delittuoso sia avvenuto a pochi giorni dal deposito presso il TAR Calabria del ricorso attraverso cui la lista Uniti per la Rinascita mette in discussione il corretto svolgimento delle operazioni di voto.
Sul fatto l’avv. Scalfari dichiara: “sono estremamente amareggiato per quanto accaduto poiché sono certo che il vile atto sia esclusivamente riconducibile alla mia attività politica. Quanto accaduto mi induce, paradossalmente, a pensare che la stessa sia correttamente indirizzata al perseguimento del bene comune e non all’accondiscendenza nei confronti di qualche prepotente. Voglio rassicurare tutti i miei concittadini che il mio impegno personale e quello degli altri consiglieri di opposizione rimane immutato se non addirittura incentivato da questi deprecabili eventi “.
Il capogruppo, inoltre, fa presente che la sua compagine è fortemente intenzionata nel continuare nella politica di ascolto delle esigenze, delle istanze e delle lamentele di tutte la cittadinanza; lo stesso spera nell’avvio di una stagione di dialogo e confronto che metta al centro l’interesse primario della collettività.
Numerosi messaggi di solidarietà sono giunti al neo consigliere da parte di cittadini e da parte dei componenti del proprio gruppo consiliare.
L’intimidazione è stata denunciata da Scalfari alla locale Stazione dei Carabinieri di Tropea ed al Posto Fisso della Polizia di Stato
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venerdì 7 maggio 2010
martedì 4 maggio 2010
Uniti per la rinascita, la lista capeggiata da Gaetano Vallone rivendica 21 voti.
Sarebbero 2mila 297 e non 2mila 276 i voti che la lista "Uniti per la Rinascita" avrebbe conseguito alle scorse elezioni comunali. È questo il risultato vantato nel ricorso, presentato al Tar, da Gaetano Vallone e dai candidati della sua lista. Alla base del procedimento vi è la contestazione delle operazioni di scrutinio che hanno decretato la vittoria della lista "Passione Tropea", capeggiata da Adolfo Repice, per 2mila 279 voti. «Il nostro ricorso — ha spiegato Nino Macrì, consigliere provinciale del Pdl — non è il classico atto dovuto all'indomani di una tornata elettorale, in cui è stata attribuita la vittoria per uno sparuto numero di voti. Noi ci opponiamo alle condotte illegittime di spoglio che non hanno riconosciuto la vittoria alla lista di Vallone che, invece, vanta ben 21 voti in più». All'origine della querelle c'è l'espulsione dei rappresentanti di lista di "Uniti per la Rinascita" che, per questo motivo, non ha avuto diritto di parola in fase di contestazione di voto. Un allontanamento dovuto ad una mancanza commessa dai ricorrenti nella procedura di nomina dei relativi rappresentanti. «L'errore nel compimento di un'attività facoltativa — ha aggiunto Macrì — non può pregiudicare l'esito di una consultazione elettorale sino a legittimare l'alterazione del risultato. L'assenza di una delle controparti non esime il presidente di seggio dall'obbligo di essere super partes e di applicare il principio del favor voti». Nello specifico hanno presentato ricorso contro il Comune di Tropea e nei confronti dei risultati eletti. Chiedono l'annullamento del verbale di proclamazione degli eletti e dell'estratto dei verbali di certificazione dei risultati. Vorrebbero, in via principale, la revisione del risultato elettorale, che ha visto 59 schede nulle, e in via subordinata l'annullamento delle elezioni «perché il risultato è stato inficiato dalla partecipazione al voto di soggetti diversamente abili per vizio di mente. Che, in spregio alle disposizioni di legge, sono stati ammessi al voto con accompagnatore». Nell'atto presentato al Tar sono stati passati al vaglio i verbali delle 7 sezioni con puntuali contestazioni. Si passa dal caso in cui è stato annullato il voto con la dicitura "dott. L'Andolina", per via del titolo professionale, a quello della mancata riconoscibilità della preferenza che ha fatto annullare, anche, il voto di lista espresso dalla croce posta sul simbolo. Stessa storia per la preferenza data ad un candidato alle concomitanti elezioni regionali. «È venuto meno — ha aggiunto Macrì — il rispetto deila salvaguardia del voto che ammette una scheda da cui se ne desume la volontà effettiva dell'elettore, salvo i casi di riconoscibilità del voto». In via subordinata, hanno contestato il presunto mancato rispetto delle norme che disciplinano l'ammissione al voto con accompagnatore. Hanno puntato il dito contro quei casi in cui sono stati ammessi a votare cittadini accompagnati per "marcato deficit visivo" o per "grave deficit visivo" senza l'attestante certificazione medica. A questi si aggiungono i casi di schizofrenia o di altra malattia mentale, accompagnati dentro l'urna, che non rientrerebbero nell'impedimento fisico con accompagnatore. «La lista avversaria e alcuni suoi fan sostengono che la nostra ingenuità rende legittimo — ha concluso Macrì — il risultato elettorale a prescindere da quella che sarebbe stata la realtà se fossero stati presenti i nostri rappresentanti. Io credo che la trasparenza e l'imparzialità sono principi amministrativi che un Presidente di seggio deve osservare».
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martedì 27 aprile 2010
Depositato presso i carabinieri un esposto contro Ulderico Petrolo
NON ha tardato a farsi sentire Domenico Mazzitelli, ex segretario della Provincia di Vibo, in merito alla polemica sorta con Ulderico Petrolo, suo successore a Palazzo Ex-Enel, sulla legittimità o meno della permanenza di quest'ultimo nella posizione di segretario generale presso l'ente. Una polemica che lo scorso 14 aprile aveva registrato la querela da parte di Ulderico Petrolo contro Mazzitelli per le sue dichiarazioni circa «le irregolarità della pregressa nomina a segretario generale reggente della Provincia». Mazzitelli, da parte sua, ha deciso di sporgere una controquerela in cui si legge, fra le altre cose, che «il contenuto delle dichiarazioni di Petrolo e degli organi di stampa che ne hanno pubblicato le dichiarazione integrano il reato di diffamazione a mezzo stampa e per quanto riguarda Petrolo anche quello di calunnia». Mazzitelli contesta «l'artata volontà offensiva e denigratoria che Petrolo (gli) attribuisce» che «unita all'affermazione circa le falsità, diffuse dai giornali ad opera dell'odierno querelante costituiscono esse stesse atto diffamatorio», mentre «la denuncia per diffamazione costituisce una vera e propria calunnia nella consapevolezza da parte di Petrolo - scrive ancora nel suo esposto - della infondatezza delle accuse rivolte(gli)». Ciò in quanto «non corrisponde al vero - secondo Mazzitelli - che le dedotte irregolarità circa la nomina di Petrolo a segretario generale siano giustificate da volontà denigratoria fondandosi, invece, su precisi riferimenti di fatto e normativi». A questo punto, Mazzitelli elenca una serie di presunte irregolarità, secondo una precisa cronistoria, che vanno dalla nomina fatta dal Presidente della Provincia del tempo, Gaet
ano Ottavio Bruni, alla successiva mancata richiesta all'Agenzia nazionale per la gestione dell'Albo dei segretari comunali e provinciali della pubblicazione dell'avviso della vacanza della sede per la nomina del titolare. Cronistoria che arriva fino al 21 dicembre scorso quando la giunta provinciale conferisce un nuovo incarico di direttore generale. «La cosa strana - scrive ancora Mazzitelli - è che non solo il parere della giunta viene espresso a favore proprio di Petrolo ma che è proprio lo stesso Petrolo che, in pari data, esprime il parere di regolarità contabile sulla delibera. Proprio quello stesso parere di cui parla il sottoscritto nell'esposto indirizzato al prefetto, altre autorità e alla stampa. Non certamente quello di regolarità tecnica che, sulla stampa, mi attribuisce Petrolo e che usa come elemento per la denuncia» . Elencando altri episodi, questa volta di natura sia contabile che strettamente amministrativa, Mazzitelli conclude con decisione affermando che «nessun intento diffamatorio può emergere dall'esposto presentato al Prefetto di Vibo e ad altre autorità di cui i giornali hanno dato contezza e delle cui notizie Petrolo si duole presentando denuncia per diffamazione a mezzo stampa, trattandosi di fatti ben documentati e di argomenti fondati su un quadro normativo ben chiaro» e ribadisce ancora una volta «la palese illegittimità della nomina a direttore generale». Nella stessa denuncia, inoltre, Mazzitelli ha voluto rimarcare «l'indebito utilizzo dell'ufficio stampa della Provincia per fatti palesemente personali».www.calabriaonline.com
venerdì 23 aprile 2010
Domenico Tallini e Antonio Caridi nominati assessori al personale ed alle attività produttive
Il Dott. Giuseppe Mangialavori e l'Avv. Giovanni Macrì rappresentanti per la provincia di Vibo Valentia del gruppo che fa capo all'onorevole Pino Galati esprimono soddisfazione per il grande successo elettorale ottenuto dallo stesso gruppo che ha consentito l'elezione, in seno al consiglio regionale, di ben 5 consiglieri due dei quali gratificati anche dalla nomina ad assessore (ANTONIO CARIDI, DOMENICO TALLINI, GIAMPAOLO CHIAPPETTA, SALVATORE PACENZA, MARIO MAGNO).
Evidentemente gli elettori hanno ben compreso il lavoro svolto con dedizione e grande senso di responsabilità da parte di tutto il gruppo.
Augurano pertanto loro un buon lavoro, sicuri che la loro azione politica sarà
rivolta alla risoluzione degli innumerevoli problemi della nostra regione.
giovedì 15 aprile 2010
A Rodolico l'incarico di vice sindaco
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martedì 13 aprile 2010
Consiglio comunale del 10 aprile 2010
Noi sottoscritti Consiglieri comunali significhiamo quanto segue:
Le gravi irregolarità riscontrate nelle operazioni di scrutinio, molte delle quali da addebitarsi, nella migliore delle ipotesi, a negligenza ed imperizia di alcuni presidenti di sezione, inficiando la validità del risultato scaturito dalle urne, delegittimano il Consiglio comunale nei termini in cui si è andato a delineare. Per tale motivo, dopo una attenta riflessione e lunga discussione, abbiamo deciso unanimemente di non partecipare alle sedute di Consiglio comunale fintanto che il Tribunale Amministrativo Regionale non dipanerà ogni dubbio in merito alle operazioni di scrutinio così da dare, eventualmente, legittimazione a quella che oggi è, a nostro avviso, un’assemblea abusiva perché non fondata su una valida ed effettiva maggioranza popolare. Per motivi di opportunità non ci intratteniamo sugli aspetti specifici che ci convincono della fondatezza delle nostre doglianze e che siamo certi condurranno ad un ribaltamento del dato elettorale apparentemente favorevole alla lista avversaria. Segnaliamo solo come l’illegittima esclusione dei nostri rappresentanti di lista dalle operazioni di scrutinio abbia minato alla trasparenza e regolarità dello spoglio. Ricordiamo, infatti, che, ai sensi di legge, i presidenti di seggio avrebbero dovuto esaminare la regolarità delle designazioni dei rappresentanti di lista all’atto della consegna dei relativi moduli provvedendo, in caso di riscontrate irregolarità, all’immediata segnalazione così da consentirne la sanatoria. Nello specifico, per come è noto, è avvenuto che tutti i presidenti hanno ammesso, all’atto della designazione, i nostri rappresentanti alle operazioni elettorali annotandoli nei relativi registri, quindi, solo al termine delle operazione di voto, alla loro illegittima ed arbitraria esclusione soddisfacendo supinamente la semplice segnalazione/richiesta dei rappresentanti della lista “Passione Tropea” evidentemente riottosi al detto “aria pulita non teme tuono”.
Intendiamo, al contempo, rassicurare la Città tutta, ed in particolare la metà dei concittadini che ci hanno dato fiducia onorandoci del loro consenso, sullo svolgimento dell’attività politica propria dell’opposizione. L’astensione dalle sedute di un Consiglio che consideriamo allo stato abusivo, non significherà, infatti, abdicare dal nostro ruolo di controllo e di pungolo dell’attività di quella che attualmente si presenta come maggioranza di governo. Vigileremo, pertanto, sull’attività amministrativa senza fare sconti passando al setaccio ogni singolo atto. Al contempo garantiamo all’attuale maggioranza sub iudice che la nostra non sarà un’opposizione strumentale e sterile ma finalizzata all’interesse superiore dell’intera comunità e, per tale motivo, non esiteremo ad offrire la nostra collaborazione qualora ciò corrisponda al bene della nostra amata Tropea.
Infine, comunichiamo la costituzione del gruppo “Uniti per la Rinascita” designando quale capogruppo l’avv. Roberto Scalfari e quale vice il dott. Mario Sammartino.
Sicuri che la bontà della nostra protesta politica verrà compresa dalla cittadinanza, porgiamo distinti saluti.
Gaetano Vallone Scalfari Roberto Mario Sammartino
Massimo L’Andolina Giuseppe De Vita
giovedì 8 aprile 2010
Museo Murat di Pizzo Calabro
Eretto nella seconda metà del XV secolo da Ferdinando I D'Aragona a difesa del Regno, il Castello di Pizzo, che si erge sulla parte occidentale della cittadina consacrata a S.Giorgio, è costituito da un massiccio corpo quadrangolare con due torrioni cilindrici angolari di cui la torre grande, detta torre maestra, è di origine Argioina (1380 circa)
Una suggestiva ricostruzione storica degli ultimi giorni di Gioacchino Murat nel Castello omonimo in Calabria. Manichini in costume, arredi, armi, suppellettili ricreano, in modo molto dettagliato, le vicende storiche.
Castello Murat
Pizzo Calabro (VV)
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Una suggestiva ricostruzione storica degli ultimi giorni di Gioacchino Murat nel Castello omonimo in Calabria. Manichini in costume, arredi, armi, suppellettili ricreano, in modo molto dettagliato, le vicende storiche.
Castello Murat
Pizzo Calabro (VV)
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mercoledì 7 aprile 2010
Denunce su presunte illegittimità
Un esposto di 14 pagine per ripercorrere una posizione da "sanare" e per chiedere la «rimozione del presidente della Provincia per reiterate violazioni di legge». A scrivere al Prefetto è l'ex direttore generale della Provincia, Domenico Mazzitelli che proprio sull'incarico da lui lasciato in eredità ha delle precisazioni da fare. Annotazioni «per segnalare illegalità» che si «rinnovano da due anni». Parte, quindi, con una cronistoria e ripercorre la carriera di Ulderico Petrolo da Serra San Bruno in città, dal luglio 2007 «senza requisiti». Un elenco minuzioso che passa da Petrolo, «illegalmente nominato segretario reggente oltre i 120 giorni previsti» attraverso i vari dirigenti che anch'essi, secondo l'ex dg, hanno continuato a ricoprire incarichi illegittimamente. Parte dal 2007 e arriva «alle dimissioni del presidente Bruni il 13 febbraio 2008 che ha omesso di avviare il procedimento di nomina del nuovo segretario così procurando intenzionalmente al dr Petrolo un vantaggio economico e di carriera ingiusti». Dopo 6 mesi, poi, non cambia niente, «non essendo ancora stato avviato il procedimento. A Bruni - prosegue -.subentra il commissario Di Mattia, e neanche lui avvia il procedimento di nomina». Questa una sintesi dell'articolato esposto di Mazzitelli che giunge all'aprile 2008 e all'elezione di De Nisi, che «dopo oltre un mese dall'insedia mento con il provvedimento del "trattenimento in servizio" ha mantenuto, in qualità di dirigenti, sino ad agosto 2008 personale interno ed esterno ruotante nell'area dei partiti che lo sorreggono nel consiglio, anche se il loro incarico era cessato con le dimissioni di Bruni». I dubbi su questo "trattenimento", quindi, Mazzitelli li argomenta, ritenendo il provvedimento «nullo» in quanto «giuridicamente si configura come prosecuzione di precedente incarico per cui, se questo è scaduto definitivamente, non vi è dubbio che è nullo per assenza dei presupposti». Provvedimento che, ritiene illegittimo «perchè al personale interno di categoria D3 non può essere conferito un incarico dirigenziale sia perchè l'art. 110 del Tuel si riferisce a personale esterno, sia perchè non è consentito occupare, allo stesso tempo, due posti d'organico». Un elenco che porta a giugno «quando viene pubblicato un avviso pubblico perla copertura del posto di dg e giungono 10 curricula di colleghi con requisiti. Dopo due mesi però De Nisi risponde all'Agenzia autonoma per la gestione dell'Albo dei segretari comunali e provinciali che non c'è nessun dirigente di suo gradimento e chiede la ripubblicazione dell'avviso che avviene e con scadenza al 16 settembre 2008». Non segue nessuna nomina e così si arriva «al 16 novembre 2009, quando il dr Petrolo ritiene di avere i requisiti per segretario titolare e proprio il 17 novembre arriva la nomina da parte del presidente che trasmette il provvedimento a Roma». Questo, però, viene annullato dall'Agenzia «per mancanza di requisiti». A questo punto, spiega Mazzitelli, Petrolo «impugna il provvedimento dinnanzi al Tribunale che rigetta il ricorso non riconoscendone l'urgenza». É i121 dicembre 2009, quando si dimette il direttore generale Petro- lo, ma lo stesso giorno, «alle 13 si riunisce la Giunta per esprimere parere sulla nomina del dg Petro- lo. Il parere di regolarità tecnica viene espresso dallo stesso Petrolo e sempre il 21 De Nisi provvede a fare la nomina». Anche in questo caso, «il parere di regolarità contabile è firmato da Petrolo» . Ancora impegni, poi, giorno 21, quando «la dott.ssa Macrì, incaricata dirigente Affari generali adotta una determinazione con oggetto "Per appalto servizio di dg" e il parere anche qui è espresso da Petroli)». Un esposto con date e leggi quello presentato da Mazzitelli che chiede al Prefetto di mettere un punto ad una situazione che ritiene "irregolare" con un dg senza requisiti e "reiterate irregolarità".
martedì 6 aprile 2010
Adolfo Repice supera Gaetano Vallone
Il neo sindaco di Tropea è Adolfo Repice. Con tre voti a suo favore ha battuto l'avversario Gaetano Vallone. L'elettorato si è spaccato in due ma, alla fine, ha decretato il vincitore. Dei 6.523 elettori si sono recati alle urne 4.665 cittadini. Dopo un periodo di commissariamento, la guida della Perla del Tirreno passa alla lista civica "Passione Tropea" che ha ricevuto 2.279 voti contro i 2.276 della lista civica "Uniti per la rinascita". Cinquanta sono risultate le schede bianche e 59 quelle nulle, ed una è stata contestata. Con il 50,03% delle preferenze entrano a far parte del consiglio comunale, oltre al sindaco Adolfo Repice, per la maggioranza: Giuseppe Rodolico, Libero Padula, Antonino Valeri, Francescantonio Arena, Romana Lorenzo, Antonio Simonelli, Giuseppe De Vita, Carmine Sicari, Sandro D'Agostino, Paolo Antonio Ceraso e Francesco Portorieri. Siederanno, invece, sui banchi della minoranza: Gaetano Vallone, Roberto Scalfari, Mario Sammartino, Massimo L'Andolina e Giuseppe De Vita. Il consigliere più quotato è risultato Giuseppe Rodolico, con le sue 322 preferenze. Così, a scnitinio ultimato, s'è tolto un sassolino dalla scarpa contro chi lo voleva estraneo a Tropea: «Vivo e lavoro in questa città da tanto tempo. Non c'è alcun dubbio rispetto alla mia appartenenza a Tropea e al mio profondo desiderio di contribuire alla sua crescita nella pace». Si è giunti a decretare questo risultato in tarda mattinata, con un'operazione di scrutinio che ha visto, da entrambi le compagini, la rincorsa al singolo voto. L'attesa è stata trepidante, soprattutto, nelle battute finali. Quando, nella sezione numero sette, che si pensava essere la roccaforte di Vallone, si è assistito all'alternarsi dei presunti vincitori. Poi, con tanto di fuochi d'artificio, ad esultare sono stati i giovani e meno giovani della lista di Adolfo Repice. «Questa è la vostra vittoria — ha esordito il neo primo cittadino rivolgendosi agli elettori — saremo gli amministratori di tutti i cittadini, senza alcun risentimento verso coloro che non ci hanno votato. Ha vinto la città di Tropea, che ha deciso di dare spazio ai giovani, motore trainante di questa splendida rivoluzione». Dal canto loro, i candidati della lista "Uniti per la rinascita" contestano il risultato del voto e sono pronti a presentare ricorso. Tra le motivazioni: «la mancanza di rappresentanti di lista che avrebbero dovuto difendere le dichiarazioni di voto per i casi nulli».
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Una certezza sulla Giunta: sarà una squadra all'altezza della situazione.
«Questa non è la mia vittoria ma dell'intera città e, soprattutto, dei giovani». Con questa parole Adolfo Repice ha commentato il risultato elettorale che lo ha incoronato primo cittadino di Tropea. Si è rivolto ai ragazzi di "Pubblicamente" che, nell'appena trascorsa campagna elettorale, hanno fatto sentire la loro presenza. «Sono stati bravissimi e determinati — ha continuato Repice — hanno voluto che il vecchio sparisse e si iniziasse un nuovo modo di fare politica nell'interesse dei giovani, degli anziani e della città. Iò sarò il sindaco di tutti i cittadini senza rancori e odi che appartengono solo al passato».
Al momento Repice non ha lasciato dichiarazioni in merito alla formazione della giunta: «Bisogna pensarci. Di certo sarà una squadra all'altezza della situazione». Dello stesso avviso è il primo degli eletti, Pino Rodolico che ha ribadito la sua appartenenza alla città e ai suoi abitanti. E rivolgendosi ai giovani ha aggiunto: «Abbiamo necessità di coinvolgerli perchè noi siamo scesi in campo per loro. Vogliamo preparare una classe dirigente che ci possa sostituire degnamente nel futuro. Non vogliamo essere i protagonisti perchè saranno loro ad esserlo con noi alle spalle». Mentre, in merito alla definizione della compagine governativa ha osservato: «Ognuno di noi darà il proprio contributo. Non sono importanti i ruoli dei singoli ma, esclusivamente, la squadra e la collaborazione reciproca che ci ha contraddistinto fino ad oggi».
Chiamati in causa i giovani, naturalmente, si sono manifestati, estremamente, soddisfatti. È così che la pensa Franco Arena: «Abbiamo caratterizzato e inciso su questa campagna elettorale e sulla formazione della lista, trovando nel sindaco le risposte che speravamo. Siamo stati forti a superare le etichette che ci avrebbero voluto collegati al Pd oppure al Pdl. Siamo un gruppo di giovani, ognuno con la propria collocazione, ma insieme siamo un gruppo che ha lavorato tanto e bene per raggiungere questo risultato. Ringrazio gli amici che ci hanno sostenuto, instancabilmente, dietro le quinte». E, infine, con un occhio rivolto al futuro, vede la nascita del loro gruppo consiliare in seno al civico consesso.
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Al momento Repice non ha lasciato dichiarazioni in merito alla formazione della giunta: «Bisogna pensarci. Di certo sarà una squadra all'altezza della situazione». Dello stesso avviso è il primo degli eletti, Pino Rodolico che ha ribadito la sua appartenenza alla città e ai suoi abitanti. E rivolgendosi ai giovani ha aggiunto: «Abbiamo necessità di coinvolgerli perchè noi siamo scesi in campo per loro. Vogliamo preparare una classe dirigente che ci possa sostituire degnamente nel futuro. Non vogliamo essere i protagonisti perchè saranno loro ad esserlo con noi alle spalle». Mentre, in merito alla definizione della compagine governativa ha osservato: «Ognuno di noi darà il proprio contributo. Non sono importanti i ruoli dei singoli ma, esclusivamente, la squadra e la collaborazione reciproca che ci ha contraddistinto fino ad oggi».
Chiamati in causa i giovani, naturalmente, si sono manifestati, estremamente, soddisfatti. È così che la pensa Franco Arena: «Abbiamo caratterizzato e inciso su questa campagna elettorale e sulla formazione della lista, trovando nel sindaco le risposte che speravamo. Siamo stati forti a superare le etichette che ci avrebbero voluto collegati al Pd oppure al Pdl. Siamo un gruppo di giovani, ognuno con la propria collocazione, ma insieme siamo un gruppo che ha lavorato tanto e bene per raggiungere questo risultato. Ringrazio gli amici che ci hanno sostenuto, instancabilmente, dietro le quinte». E, infine, con un occhio rivolto al futuro, vede la nascita del loro gruppo consiliare in seno al civico consesso.
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venerdì 2 aprile 2010
Sequestro di un complesso residenziale a Ricadi
Un complesso residenziale composto da tre fabbricati per complessive dieci unita' immobiliari e' stato sequestrato a Santa Domenica di Ricadi per irregolarita' dal Nucleo mobile della Tenenza della Guardia di Finanza di Tropea. Le indagini sono iniziate nel settembre 2007, quando lo stesso Reparto della Guardia di Finanza aveva gia' posto sotto sequestro il residence, in quanto ''costituente lottizzazione abusiva realizzata in area agricola gravata da vincolo archeologico per presenza palenteologica''.
Infatti l'area in cui sorge il complesso, che ha un'estensione complessiva pari a 13mila mq circa, e' risultata classificata nel Piano Regolatore Generale come zona territoriale agricola gravata da ''vincolo d'interesse archeologico'' che subordina ogni trasformazione urbanistica ed edilizia al preventivo rilascio del nulla osta da parte della competente Soprintendenza per i Beni Archeologici. Le strutture abitative sequestrate sono state realizzate trasformando vecchi fabbricati rurali risalenti agli anni '50, modificati nella sagoma, nei prospetti e nelle volumetrie, oltre ad essere anche aumentati nel numero complessivo; un vero e proprio ''lifting strutturale'' che da' l'origine del nome dell'operazione delle Fiamme gialle.
I militari hanno constatato che per la realizzazione del residence sono stati posti in essere comportamenti finalizzati ad eludere i controlli e la normativa urbanistica. Il costruttore, che e' anche proprietario del complesso, C. N. di 68 anni, ha esibito solamente una semplice denuncia di inizio attivita' presentata al Comune di Ricadi, per di piu' solo per una delle tre strutture sequestrate, riguardante la manutenzione con restauro e risanamento conservativo, di un fabbricato rurale.
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Infatti l'area in cui sorge il complesso, che ha un'estensione complessiva pari a 13mila mq circa, e' risultata classificata nel Piano Regolatore Generale come zona territoriale agricola gravata da ''vincolo d'interesse archeologico'' che subordina ogni trasformazione urbanistica ed edilizia al preventivo rilascio del nulla osta da parte della competente Soprintendenza per i Beni Archeologici. Le strutture abitative sequestrate sono state realizzate trasformando vecchi fabbricati rurali risalenti agli anni '50, modificati nella sagoma, nei prospetti e nelle volumetrie, oltre ad essere anche aumentati nel numero complessivo; un vero e proprio ''lifting strutturale'' che da' l'origine del nome dell'operazione delle Fiamme gialle.
I militari hanno constatato che per la realizzazione del residence sono stati posti in essere comportamenti finalizzati ad eludere i controlli e la normativa urbanistica. Il costruttore, che e' anche proprietario del complesso, C. N. di 68 anni, ha esibito solamente una semplice denuncia di inizio attivita' presentata al Comune di Ricadi, per di piu' solo per una delle tre strutture sequestrate, riguardante la manutenzione con restauro e risanamento conservativo, di un fabbricato rurale.
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mercoledì 31 marzo 2010
100. 000 euro di beni sequestrati ne vibonese.
Vibo Valentia, 31 mar. - Il nucleo di polizia tributaria di Vibo Valentia ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip presso il tribunale del capoluogo, riguardante somme di denaro e beni di un'azienda di Pizzo Calabro (Vv) che svolge l'attivita' di fabbricazione e messa in opera di strutture metalliche, beneficiaria di un contributo ex legge 488/92 di circa 400.000 euro, di cui 100.000 gia' erogati. Il provvedimento, secondo quanto reso noto, e' stato emesso a conclusione delle indagini condotte dalle fiamme gialle vibonesi, nei confronti della stessa impresa che avrebbe indebitamente percepito finanziamenti pubblici, ponendo in essere artifici e raggiri mediante l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse da alcune ditte compiacenti nonche' mediante la produzione al competente dicastero di atti falsi (dichiarazioni liberatorie del fornitore e dichiarazioni sostitutive di atti di notorieta'). L'attivita' investigativa avrebbe consentito di rilevare la presenza di flussi finanziari fittizi per un ammontare di circa 2 milioni di euro, finalizzati a dimostrare la disponibilita' sui conti correnti societari (apporto di capitale proprio), condizione necessaria per poter beneficiare di tali provvidenze pubbliche. La rilevanza degli elementi probatori raccolti ha permesso all'autorita' giudiziaria inquirente di chiedere ed ottenere dal Gipa l'emissione del decreto per una somma pari ad euro 99.975, corrispondente al profitto del reato consumato. Nello specifico sono stati sottoposti a sequestro preventivo somme di denaro depositate su conti correnti intestati sia alla societa' che agli indagati per un importo pari a 97.000 euro, nonche' beni strumentali per la restante parte. Il sequestro - si fa rilevare - e' stato comunque disposto con modalita' tali da salvaguardare l'operativita' dell'impresa e la prosecuzione dell'attivita' aziendale.
(AGI) Adv
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lunedì 29 marzo 2010
Il sindaco sfida la mafia
La provincia di Vibo Valentia avrebbe bisogno di tanti Gaetano Vallone per uscire dalla morsa in cui sono caduti molti comuni toccati dall'effetto mafia. Per chi non lo sapesse Gaetano Vallone, 62 anni, insegnante in pensione, vecchia ed intramontabile bandiera del Msi di Giorgio Almirante, è il sindaco di Tropea, la città più turistica del versante tirrenico calabrese. Guida dal novembre '93 una giunta eterogenea. aperta alla collaborazione di chiunque avverte la sensibilità di adoperarsi per lo sviluppo socio-economico ed occupazionale di Tropea. Forse conserva, e non soltanto tra i ricordi più cari, nel cuore, lo splendore della vecchia fiamma tricolore, ma in realtà è un sindaco moderno. L'esperienza maturata tra i banchi dell'opposizione con altre bandiere del Msi di ieri, come Totò Sposaro. lo hanno portato ad acquisire una maturità che oggi Vallone mette, incondizionatamente, a disposizione dei suoi concittadini. Sposando la cultura del servizio è diventato il sindaco di tutti, anche dei suoi avversari politici. Questo perché nel momento si è posto a capo di una lista civica "incolore" ha promesso alla popolazione che Tropea doveva tornare ad essere quella cara a Pasquale Galluppi prima, a Raf Vallone dopo e a Maurizio Calvesi. Lorenzo Albino successivamente. Patto mantenuto. Gaetano Vallone da due anni e più conduce l'operazione "Tropea città pulita". Lo sta facendo con grande umiltà, senso del dovere, piena responsabilità, avvalendosi della preziosa collaborazione di una giunta attiva e consapevole del ruolo che Tropea occupa nello scacchiere turistico della Calabria. Mantenere una città ad alta vocazione turistica, in una realtà meridionale (ed è quanto dire), pulita, disciplinata, sotto il severo controllo della Amministrazione comunale non è facile e Io si può anche comprendere. Vallane ci sta riuscendo e nonostante sia un personaggio schivo di notorietà e passerelle va avanti per la sua strada anche con il consenso degli ospiti illustri di Tropea: i vacanzieri: Molti di loro sono tornati a Tropea, dopo anni di lontananza. perché è stato riferito loro che Tropea era diventata nuovamente vivibile e che era tornato a risplendere il suo fascino. Ma Gaetano Vallone, ch:. per i suoi provvedimenti continua a rischiare l'impopolarità tra gli interessati, ha deciso di diventare un sindaco scomodo. Adesso lo ha attaccato la mafia. Per i parcheggi, assegnati all'Aci di Catanzaro e rifiutati da quest'ultima pare per presunte minacce da parte della stessa delinquenza organizzata. "Resteranno liberi, incustoditi - risponde Vallone a chi gli chiede chi gestirà adesso i parcheggi - perché io alla mafia non li consegno!"
Sindaco, lei ha paura della mafia? "
Mi piego ma non mi spezzo. I gesti intimidatori di questi ultimi giorni hanno rappresentato per me una iniezione ricostituente. Aumenterò il mio impegno sul fronte antimafia".
Lei ha ottenuto l'immediata solidarietà di sindaci, parlamentari (Saverio Di Bella e Mimmo Basile), di semplici cittadini. di associazioni, ma soprattutto dai turisti presenti a Tropea?"
Sono gesti apprezzati e che mi inorgogliscono. io sono al servizio dei cittadini. mi attivo per rendere loro graditi i servizi. Operiamo per produrre occupazione e fare entrare soldi nelle casse-dei nostri operatori turistici però tutto questo lo facciamo per rendere gradevole e confortevole il soggiorno dei nostri ospiti con i quali andiamo perfezionando una rapporto sempre più amicale e di forte simpatia.
Per qualche momento la risposta di Vallone ci è sembrata diretta a quel tal collega Corrado Zanetti che il 27 giugno scorso, sul quotidiano "Alto Adige", ha dipinto la Calabria come terra di nessuno, ammonendo chi avesse intenzione di superare la Lucania a non fare la fine del 'povero Nicholas Green.
Bacchettata a dovere dal Presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Raffaele Nicolò, Corrado Zanetti ed il suo direttore hanno chiesto scusa.
Per il momento se la sono cavata così.
Ma torniamo a Vallone e alla sua operazione "Tropea città pulita".
Sindaco a Tropea i commercianti pagano il pizzo. Il racket dell'estorsione è in aumento. Però nessuno parla.
"Devo confessarle che nessuno, ufficialmente, è venuto mai a denunciare questo tipo di crimine. Io ritengo che nei fatti il fenomeno è ben radicato. Ne ho fatto denuncia sia al Prefetto Capriulo quanto al Questore Malvano. Altro non posso dire".
La riunione del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico quale garanzia le ha fornito per rendere concreto l'impegno antimafia?
"Innanzitutto che la presenza dello Stato c'è. Che occorre potenziare il raccordo tra Stato, Istituzioni e Forze dell'Ordine".
Lei è già stato definito dai turisti ospiti di Tropea "sindaco coraggio". Pensa di mettere in ginocchio il fenomeno mafioso?
"Una prima risposta che certamente incoraggerà ad andare avanti e a diffondere ulteriore fiducia tra i cittadini è prevista tra non molto. Stiamo attendendo la conclusione delle indagini".
Lei pensa che tutto quanto accaduto giova per la stagione 1996?
"Io concordo con il Prefetto Capriulo. La situazione non è allarmante. Certo dobbiamo continuare a far rispettare le leggi, sia negli appalti, nella concessione dei suoli e nelle autorizzazioni varie.
La provincia di Vibo Valentia ha in Tropea il suo caposaldo turistico. La gente dovrà venire a Tropea a prezzi competitivi e con il meglio dei servizi a disposizione. È questo il messaggio che mi sento di fare ringraziando fin d'ora quanti vorranno onorarci del loro soggiorno nella nostra città".
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Sindaco, lei ha paura della mafia? "
Mi piego ma non mi spezzo. I gesti intimidatori di questi ultimi giorni hanno rappresentato per me una iniezione ricostituente. Aumenterò il mio impegno sul fronte antimafia".
Lei ha ottenuto l'immediata solidarietà di sindaci, parlamentari (Saverio Di Bella e Mimmo Basile), di semplici cittadini. di associazioni, ma soprattutto dai turisti presenti a Tropea?"
Sono gesti apprezzati e che mi inorgogliscono. io sono al servizio dei cittadini. mi attivo per rendere loro graditi i servizi. Operiamo per produrre occupazione e fare entrare soldi nelle casse-dei nostri operatori turistici però tutto questo lo facciamo per rendere gradevole e confortevole il soggiorno dei nostri ospiti con i quali andiamo perfezionando una rapporto sempre più amicale e di forte simpatia.
Per qualche momento la risposta di Vallone ci è sembrata diretta a quel tal collega Corrado Zanetti che il 27 giugno scorso, sul quotidiano "Alto Adige", ha dipinto la Calabria come terra di nessuno, ammonendo chi avesse intenzione di superare la Lucania a non fare la fine del 'povero Nicholas Green.
Bacchettata a dovere dal Presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Raffaele Nicolò, Corrado Zanetti ed il suo direttore hanno chiesto scusa.
Per il momento se la sono cavata così.
Ma torniamo a Vallone e alla sua operazione "Tropea città pulita".
Sindaco a Tropea i commercianti pagano il pizzo. Il racket dell'estorsione è in aumento. Però nessuno parla.
"Devo confessarle che nessuno, ufficialmente, è venuto mai a denunciare questo tipo di crimine. Io ritengo che nei fatti il fenomeno è ben radicato. Ne ho fatto denuncia sia al Prefetto Capriulo quanto al Questore Malvano. Altro non posso dire".
La riunione del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico quale garanzia le ha fornito per rendere concreto l'impegno antimafia?
"Innanzitutto che la presenza dello Stato c'è. Che occorre potenziare il raccordo tra Stato, Istituzioni e Forze dell'Ordine".
Lei è già stato definito dai turisti ospiti di Tropea "sindaco coraggio". Pensa di mettere in ginocchio il fenomeno mafioso?
"Una prima risposta che certamente incoraggerà ad andare avanti e a diffondere ulteriore fiducia tra i cittadini è prevista tra non molto. Stiamo attendendo la conclusione delle indagini".
Lei pensa che tutto quanto accaduto giova per la stagione 1996?
"Io concordo con il Prefetto Capriulo. La situazione non è allarmante. Certo dobbiamo continuare a far rispettare le leggi, sia negli appalti, nella concessione dei suoli e nelle autorizzazioni varie.
La provincia di Vibo Valentia ha in Tropea il suo caposaldo turistico. La gente dovrà venire a Tropea a prezzi competitivi e con il meglio dei servizi a disposizione. È questo il messaggio che mi sento di fare ringraziando fin d'ora quanti vorranno onorarci del loro soggiorno nella nostra città".
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giovedì 25 marzo 2010
Lista Uniti per la Rinascita con Vallone Sindaco.
«Mi sono rimesso in gioco per l'amore sviscerato che nutro, quotidianamente, verso la mia città». Con queste parole il candidato a sindaco Gaetano Vallone della lista "Uniti per la rinascita" ha dato inizio al suo primo comizio cittadino. Per l'occasione ha chiamato all'appello il suo elettorato che ha risposto numeroso lungo corso Vittorio Emanuele. Anticipato dalle note di "Nessun dorma" di Puccini, che per ben due volte lo hanno accompagnato nelle sue precedenti campagne elettorali, Vallone si è affacciato dal balcone dell'Antico Sedile di fronte alla gremita piazza Ercole. E, con una certa ironia, ha raccontato la sua carta d'identità. «Qualcuno mi avrebbe dato per morto — ha esordito Vallone — ma mi tocca spiegare che, nonostante abbia fatto un giretto nell'al di là, sono stato rispedito a Tropea». Parafrasando Dante, Vallone ha detto d'aver fatto visita in Paradiso, nel Purgatorio e nell'Inferno senza riuscire a rimanervi. «Mi sono rimesso in gioco — ha aggiunto — spinto dal desiderio di riportare la primavera in città, consapevole d'essere pronto ad affrontare la gestione del Comune, anche, grazie alla mia esperienza». Naturalmente, pur sottolineando la sua volontà di portare avanti una campagna elettorale dai toni calmi e rispettosi, Vallone ha lanciato qualche frecciatina al suo avversario. «Nel vedere l'intervento di Adolfo Repice in videoconferenza da Torino ho pensato, inizialmente, che l'alone di fumo fosse un problema dello schermo. Mi chiedo come si possa pensare che per far funzionare le cose a Tropea ci sia bisogno di professionalità calate dall'alto. Questo significa offendere i calabresi che, invece, si distinguono nel mondo per la loro alta professionalità». Ha, quindi, puntato l'indice contro una «gestione a mezzo servizio del Comune di Tropea, nel caso in cui dovesse essere eletto Repice. Avendo il segretario generale del Comune di Torino accumulato una collezione di incarichi invidiabili che ne richiedono la sua presenza nel capoluogo piemontese». Nel frattempo, tra i presenti, in piazza e lungo corso Vittorio Emanuele, è stato distribuito il libro in cui Vallone ha illustrato le opere portate a segno durante le sue due precedenti legislature. «A costo di morire sul campo — ha detto Vallone — Tropea risorgerà. Tornerà ai meritati fasti di un tempo che riportano la mente alla mia gestione quando, in ripetute occasione, la città ha avuto ampi riconoscimenti internazionali». Poi, tornado al suo avversario Repice, ha voluto «rinfrescargli la memoria» su ciò che è stato fatto a Tropea dal 1993, in dodici anni di suo governo. Vallone ha, quindi, illustrato ogni aspetto dell'amministrazione pubblica cittadina che ha portato il suo marchio. Dalla ristrutturazione di palazzo Sant'Anna, oggi sede del Municipio, ai vari interventi di riqualificazione dei palazzi che hanno ospitato le scuole cittadine. Nel lungo elenco, anche, la Rupe su cui poggia il centro storico cittadino. Per questa misura, oltre a definire nel dettaglio le sue iniziative, ha illustrato, tratto dopo tratto, i punti critici sui quali necessitano specifiche azioni. Tra gli altri interventi, il resoconto della sua politica ambientale. Dalla riqualificazione dei torrenti che circondano la città alla lotta contro l'abusivismo edilizio. Senza tralasciare la condizione, passata e presente, del sistema di depurazione e fognario. Quella illustrata è stata una sua minuziosa fotografia del territorio:Per ricordare ciò che ha fatto nelle sue precedenti amministrazioni, come base di partenza per il programma amministrativo della sua lista.
martedì 23 marzo 2010
Disoccupato ucciso a Tropea
L'omicidio e' avvenuto nella tarda serata di ieri a Tropea, bellissima cittadina turistica vibonese. Secondo le prime indagini l'uomo sembra che da tempo era affetto da problemi psichici era anche accusato di aver dato alle fiamme alcune autovetture.
Di Costa, considerato un balordo, viveva in localita' Campo di Sotto, nei pressi dell'ospedale civile, insieme a due fratelli cui prestava cure in quanto ammalati. Sul posto e' intervenuto il personale del 118, ma i medici non hanno potuto fare altro che constare il decesso.
I carabinieri della compagnia di Tropea e quelli del Reparto operativo di Vibo Valentia hanno avviato le indagini unitamente alla squadra mobile di Vibo.
Fonte: Virgilio notizie
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lunedì 22 marzo 2010
CALLIPO A TROPEA
DOMENICA 21 MARZO ALLE ORE 18.30: PIPPO CALLIPO A TROPEA INSIEME AI CANDIDATI DI IO RESTO IN CALABRIA PER LA PROVINCIA DI VIBO VALENTIA
Pippo Callipo, candidato alla Presidenza della Regione, incontra i cittadini e la stampa domani, domenica 21 marzo alle ore 18.30, presso l’Hotel Virgilio a Tropea. L’incontro è l’occasione per presentare le Linee Programmatiche del candidato Pippo Callipo sostenuto da Io Resto in Calabria, Idv, Radicali. Il sottotitolo delle Linee Programmatiche, che tuttavia rimarranno “aperte” fino al voto per i suggerimenti della società civile, è il seguente: “La Regione: da Ente di Gestione e Potere ad Ente di Sviluppo e Programmazione”. Si allega locandina dell’evento. Il presente comunicato vale come invito.
Domenica 21 marzo scelta dei libri per il premio Tropea
Domenica 21 marzo, alle 10:30 presso il Museo Diocesano di Tropea, il comitato tecnico-scientifico del Premio “Tropea” si riunirà pubblicamente per scegliere tra i 30 libri in concorso la terna che si disputerà la finale di luglio.
La giornata sarà occasione per parlare di libri e per ripercorrere la storia di un Premio giovane sì, ma di belle speranza davvero!
Numerosi gli ospiti, oltre alla presidente del Comitato Isabella Bossi Fedrigotti e ai giurati, chiamati ad intervenire:
Domenico Cersosimo, vicepresidente della Regione Calabria; Francesco De Nisi, presidente della Provincia di Vibo Valentia; Rosa Luzza, subcommissario straordinario del Comune di Tropea; Francesco Mangione, presidente dell’azienda Spi spa; Francesco Lucifero, presidente della Banca popolare del Mezzogiorno e Gianfranco Tarallo, presidente di Asmenet Calabria.
Conduttore è come sempre Pasqualino Pandullo, presidente dell’Accademia degli Affaticati e patron del Premio.
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premio Tropea
venerdì 19 marzo 2010
Da Torino per sostenere Repice
«Se oggi Torino è una capitale europea lo deve al lavoro dei tanti calabresi, che con il proprio contribuito l'hanno resa grande. Senza di loro sarebbe rimasta una piccola città di provincia». Con queste parole 'Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e presidente nazionale dell'Anci, si è rivolto alla gente di Tropea che ha riempito, ieri sera, piazza Vittorio Veneto. Seduto al suo fianco, anche, Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino. Entrambi sono giunti a Tropea per manifestare il loro sostegno alla lista civica "Passione Tropea" e al suo candidato a sindaco Adolfo Repice, segretario generale del Comune torinese. Ad aprire l'incontro è stato lo stesso Repice che si è rivolto ai suoi due ospiti per strappare loro una chiara promessa. «Ho scelto di fare rientro a Tropea — ha chiarito Repice — per guidare questa città nel futuro. E per questo motivo vi chiedo di starmi vicino per- che ne ho bisogno». Poi, rivolgendosi a Chiamparino, ha aggiunto: «Siamo di fronte al migliore sindaco d'Italia. Che ha contratto debiti ma per realizzare opere. Ci sono, invece, altre situazioni in cui esistono solo i debiti». Nel ringraziare dell'invito e dell'accoglienza calorosa ricevuta, il primo cittadino di Torino ha raccontato alcuni episodi che, in 7 anni di lavoro insieme al suo segretario generale, sono serviti a far crescere la 'sua città. «È vero che il Comune di Torino ha debiti da pagare — ha detto Chiamparino — ma è altrettanto vero che abbiamo realizzato la prima linea metropolitana e organizzato le Olimpiadi, che sono state un evento che ha dato lustro all'Italia. In tutto questo Adolfo Repice è stato sempre presente e disponibile, sia umanamente che professionalmente, senza mai guardare l'orologio. Naturalmente sarò vicino a Tropea da presidente dell'Anci, come lo sono a tutti gli altri comuni d'Italia. Ma per Adolfo riserverò una particolare attenzione, per ringraziarlo di tutti questi anni di lavoro al mio fianco». Anche il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo ha parlato dei tanti studenti calabresi che frequentano il suo istituto: «Sono numerosi i ragazzi di questa regione presenti nella nostra scuola. Ci hanno dato tanto e noi ora dobbiamo restituire loro la ricchezza acquisita con una sorta di ponte virtuale». Profumo ha, quindi, parlato dei rapporti che il Politecnico ha instaurato, in questi anni, con le università calabresi. Tra questi, la copartecipazione ad un progetto che vede gli studenti torinesi e calabresi impegnati nella creazione di energia rinnovabile in Cina. «Per costruire un paese migliore — ha aggiunto Profumo — è necessario investire nella ricerca e nella formazione. Si tratta di due elementi fondamentali, anche, per un turismo di qualità a cui deve aspirare Tropea. Molti studenti e professori del Politecnico sono stati i progettisti delle più importanti infrastrutture italiane. Tra questi, un luminare della materia, un professore polacco, al quale ho chiesto il suo contributo per risolvere i problemi strutturali di questa città e mi ha garantito che ci sarà». Tra i presenti, Francesco De Nisi, presidente della Provincia di Vibo Valentia, ha chiesto a Chiamparino un particolare occhio rivolto ai comuni del Meridione. La serata si c conclusa con l'impegno di Repice di fare squadra. Di lavorare con i membri della sua lista e con tutti i cittadini. «Da domani — ha concluso Repice — sarò in mezzo alla gente. Se sarò eletto sindaco organizzerò, qui a Tropea, il prossimo consiglio dell'Anci a giugno».
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giovedì 18 marzo 2010
Confronto tra Repice e Vallone.
Un'occasione riuscita di confronto tra i due candidati a sindaco Gaetano Vallone e Adolfo Repice. La serata organizzata dall'Atos (Associazione tropeana operatori di stampa) si è svolta nella Biblioteca Comunale “Al - bino Lorenzo”, pienissima di persone interessate ad assistere allo storico faccia a faccia. Sulle questioni relative alla rupe, allo scoglio dell'isola e alle fiumare è intervenuto dapprima Gaetano Vallone che ha dichiarato di essere intenzionato, qualora vincesse le elezioni, ad affidare le delicate questioni come quella della rupe all'esperienza di tecnici e ha ricordato di aver percepito un finanziamento di 20 miliardi durante la sua amministrazione. Adolfo Repice ha replicato: «Affinchè si giunga alla soluzione definitiva di queste emergenze è necessario fare affidamento nelle capacità progettuali del Politecnico di Torino con il quale ha regolari contatti» (evidentemente nè l'Università della Calabria - segnatamente le facoltà di ingegneria ed architettura - nè, tanto meno, i professionisti che sforna sono all'altezza della situazione). Riguardo, invece, ai servizi come i depuratori e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, il candidato di “Passione Tropea” ha illustrato ai presenti la necessità che l'area del dismesso depuratore di Rocca Nettuno venga recuperata e adibita ad altri usi e che si provveda a rifare le condotte sottomarine del depuratore in località della Grazia, portandole a 15 metri di profondità. In merito alla gestione dei rifiuti l'attuale segretario generale del Comune di Torino ha evidenziato, come essendo segretario generale dell'Ato rifiuti della provincia di Torino, possa contribuire con la sua esperienza alla soluzione del problema. Gaetano Vallone, invece, dopo aver ricordato che l'attuale situazione nasce dall'operato delle amministrazioni succedutesi alla sua ha spiegato che i liquami del Centro storico e del lato nord della cittadina dovrebbero essere collettate al depuratore della Grazia e quelle del lato sud al nuovo depuratore Argani. Inoltre, il candidato primo cittadino di “Uniti per la rinascita” ha sottolineato come la revisione delle condotte sottomarine fosse tra le priorità assolute di chi non ha mantenuto questo impegno e ha poi definito storica la consegna del nuovo impianto. Si è giunti quindi ad affrontare la questione delle opere pubbliche. Su questo punto Vallone ha spiegato come Tropea abbia delle strutture scolastiche costruite durante le sue amministrazioni, ma che attualmente sono utilizzate da altri uffici. Dunque, la soluzione, secondo il già primo cittadino, potrebbe essere risolta con l'arrivo di nuovi fondi. Inoltre, ha esposto l'intenzione di realizzare un Centro congressi. Riguardo questi problemi Repice ha avanzato la possibilità di utilizzare un'importante sistema di finanziamento, quello del “leasing in costruendo” che permette al Comune di pagare l'opera a lavori conclusi, per i quali devono garantire imprese e banche. Invece, sulla realizzazione di centri congresso e di parcheggi sotterranei, Repice ha spiegato che possono essere realizzati grazie all'accordo con i privati. L'ultimo punto è stato quello della situazione finanziaria dell'ente e delle tanto paventate possibilità di dissesto su cui Vallone ha ricordato: «Io ho salvato il Comune dal dissesto e questa è una verità incontestabile. Inoltre, esistono oggettive difficoltà nella partecipazione a bandi che talvolta sono concepiti così male che non permettono a nessun comune della Calabria di parteciparvi ». Repice ha invece spiegato che Tropea non può più contrarre mutui e che la Giunta comunale dovrà approvare il Piano delle opere pubbliche le cui priorità saranno stabilite man mano dall'amministrazione che potrà e dovrà, se vuole realizzare tali opere, affidarsi ai privati. Al termine dell'incontro i candidati si sono impegnati entrambi, in caso di sconfitta, a garantire un'opposizione seria e costruttiva.
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mercoledì 17 marzo 2010
Le "mazzere" di Nino Valeri.
Il Giudice di Pace di Tropea con la sentenza n. 160/09 ha accolto l'istanza di un'automobilista incappato nei dissuasori del traffico condannando l'amministrazione comunale a risarcirlo di tutti i danni subiti, € 1.954,00, oltre spese legali. I dissuasori, bollate nel corso di un Consiglio comunale come "mazzare", costarono all'amministrazione comunale € 6.160,00 e rappresentano una dei più memorabili interventi sulla viabilità dell'allora assessore al traffico Valeri.
Come molti dei nostri lettori ricorderanno, il gruppo consiliare Identità in progress, con una lunga serie di interrogazioni, ne denunciò immediatamente la pericolosità chiedendone la rimozione perchè difformi rispetto ai requisiti richiesti dalle normativa del codice della strada. Dopo un lungo botta e risposta, l'amministrazione comunale fu costretta a prender atto della grave gaff e procedette alla loro rimozione che, tuttavia, avvenne solo dopo il consumarsi di una serie di sinistri stradali che costeranno all'amministrazione svariate migliaia di euro.
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Come molti dei nostri lettori ricorderanno, il gruppo consiliare Identità in progress, con una lunga serie di interrogazioni, ne denunciò immediatamente la pericolosità chiedendone la rimozione perchè difformi rispetto ai requisiti richiesti dalle normativa del codice della strada. Dopo un lungo botta e risposta, l'amministrazione comunale fu costretta a prender atto della grave gaff e procedette alla loro rimozione che, tuttavia, avvenne solo dopo il consumarsi di una serie di sinistri stradali che costeranno all'amministrazione svariate migliaia di euro.
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martedì 16 marzo 2010
Mazzette a Tropea
Le "mazzere" di Nino Valeri, arrivano le prime condanne per il Comune di Tropea. Il Giudice di Pace di Tropea con la sentenza n. 160/09 ha accolto l'istanza di un'automobilista incappato nei dissuasori del traffico condannando l'amministrazione comunale a risarcirlo di tutti i danni subiti, € 1.954,00, oltre spese legali.
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lunedì 15 marzo 2010
Frana la rupe di Tropea.
Una pericolosa frana si è staccata dalla rupe sulla quale si erge la cittadina tirrenica. Il crollo di diversi massi è avvenuto nella serata di giovedì intorno alle 20,40 per riversarsi in un punto del lungomare cittadino adiacente l'ingresso del camping “Marina del Convento”. Un’ingente quantità di materiale tufaceo è venuta giù in seguito alle precipitazioni dei giorni scorsi che hanno ulteriormente appesantito e indebolito la roccia. Per un grande colpo di fortuna, si può dire anche un miracolo, nessuno si trovava nei pressi della zona interessata dall'evento franoso. Sul luogo della frana si sono prontamente recati, allertati da una telefonata di segnalazione, i volontari della Protezione Civile, coordinati da Antonio Piserà, e i carabinieri della Compagnia di Tropea che hanno provveduto a transennare l’area e ad inibirla al traffico veicolare e pedonale. Il luogo colpito è lo stesso in cui nel Settembre 2007 si è verificata una frana all'incirca della stessa entità ed in seguito alla quale il sindaco pro tempore ha provveduto a far costruire un muro in cemento armato per scongiurare il rischio che altri crolli arrecassero ulteriori danni alla zona e mettessero in serio pericolo l'incolumità di coloro che vi transitavano. Purtroppo questa volta il crollo ha interessato anche una parte del lungomare non delimitata dal muro rischiando davvero di creare seri danni. Una cittadina residente in una villetta che si trova proprio sopra della parte di rupe pericolante è stata sfollata per motivi precauzionali poiché i bollettini e le allerte facevano presagire il rischio di altri eventi franosi. Inoltre, proprio nella parte monitorata costantemente dai tecnici insiste un enorme masso che minaccia di cadere da un momento all’altro. Nella mattina di ieri i tecnici dell'ufficio tecnico comunale hanno effettuato un sopralluogo per verificare l'agibilità dell'edificio sfollato. Sul posto si sono recati anche i vigili del fuoco per determinare le procedure di intervento al fine di mettere in sicurezza la parte interessata frequentemente da tali crolli. Le prime rilevazioni degli esperti hanno determinato la decisione di confermare l’interdizione dello stabile pericolante e del tratto di lungomare interessato fino al lido Calipso poiché sono previsti altri crolli. Inoltre, nel corso dei prossimi giorni saranno programmati interventi al fine di rimuovere i massi che sono sul punto di cadere. I commissari Giovanni Cirillo e Maria Rosaria Luzza hanno provveduto a trasmettere la richiesta di ulteriori interventi alla Protezione Civile, alla Provincia, alla Regione e all’Autorità di Bacino che ha peraltro già in itinere un progetto di messa in sicurezza della parte di rupe interessata. L’ennesima emergenza territoriale dunque per una cittadina che ha già pendenti tante emergenze. Tropea è un vero e proprio cantiere che si spera possa essere dismesso in vista della stagione estiva.
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venerdì 12 marzo 2010
Pericolo Amianto alle Poste di Briatico in provincia di Vibo Valentia
Ufficio Postale di Briatico, i piccoli adesivi esposti passano quasi inosservati, sono poco leggibili per potersi definire avvisi e sembrano, per restare in tema, dei francobolli... ma fortunatamente qualcuno ha pensato bene di fotocopiarli e di ingrandirli in formato A4 e di affiggerli anche nell'area clienti, per renderli visibili anche al pubblico.
L'invito dei controllori delle Poste ai dipendenti dell'ufficio, attraverso questi "adesivi avviso" è quello di lesionare il meno possibile le pareti dell'edificio, evitando perforazioni e sbriciolamenti. Utenti e dipendenti ora sanno cosa c'è dentro quelle pareti postali, quale materiale si nasconda. Ed esplode il "caso amianto" anche all'ufficio postale di Briatico.
L'altra mattina molti utenti, in attesa di sbrigare affari di sportello, si sono accorti del messaggio, si sono allarmati ed hanno chiesto informazioni più dettagliate sulla reale situazione dell'ufficio Postale. La comparsa in sede di una scritta (ripetiamo, di pochi centimetri e poco leggibile) che annunciava il pericolo e la presenza di questo pericolosissimo materiale nell'intera struttura era passato inosservato a molti, per lo più indaffarati ad eseguire versamenti, ad effettuare spedizioni di corrispondenza o intenti alla compilazione dei moduli di bollette di pagamento e a non perdere la priorità nel seguire le interminabili file.
L'ufficio postale di Briatico, a quanto si è capito, rientrerebbe tra gli sportelli calabresi ancora da bonificare dall'amianto. Ricordiamo comunque che il materiale denominato amianto di per sé non è pericoloso, diventa però letale quando deteriorato, polverizzato e quando queste polveri entrano in contatto con i polmoni di uomini e animali.
Gli utenti del servizio postale (ma il fatto interesserà anche i dipendenti che passano tante ore di lavoro all'interno dell'ufficio) chiedono a questo punto che si faccia chiarezza sulla questione e che si avvii nel breve periodo una indagine conoscitiva da parte dell'Arpacal sullo stato ambientale della struttura, che in molti punti appare danneggiata dall'usura del tempo e dalle frequentazioni dei briaticesi e, dopo la chiusura della sede di San Costantino, anche degli abitanti dei paesi viciniori.
Lo chiedono anche alcune delle numerose famiglie che abitano nei dintorni dell'ufficio postale di via Cocca nuova. La storia dell’amianto nelle Poste è uguale a quella che purtroppo quotidianamente vivono in Italia, tanti lavoratori e tanti cittadini che un bel giorno della loro vita hanno scoperto, nella maniera più drammatica, di lavorare o abitare in uffici e case piene d’amianto.
Secondo alcuni esperti la presenza di materiali contenenti amianto nei pannelli perimetrali e in quelli divisori in un ufficio postale (come nel caso di Briatico) non comporta, di per sé, che esista un pericolo per la salute degli occupanti. I rischi potrebbero arrivare con interventi che dipendono dall’imprevedibilità (es.: lavori di manutenzione degli impianti elettrici, istallazione e manutenzione di impianti di condizionamento e di riscaldamento, ma anche furti con scasso o rapine) e, quindi, dalla probabilità del danneggiamento del materiale.
Sull'esperienza di tante altre sedi delle poste che avevano lo stesso problema sono due le possibili soluzioni che si prospettano all'orizzonte, e tutte e due molto costose: o “demiantalizzare” o “incapsulare” l'intera struttura.
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L'invito dei controllori delle Poste ai dipendenti dell'ufficio, attraverso questi "adesivi avviso" è quello di lesionare il meno possibile le pareti dell'edificio, evitando perforazioni e sbriciolamenti. Utenti e dipendenti ora sanno cosa c'è dentro quelle pareti postali, quale materiale si nasconda. Ed esplode il "caso amianto" anche all'ufficio postale di Briatico.
L'altra mattina molti utenti, in attesa di sbrigare affari di sportello, si sono accorti del messaggio, si sono allarmati ed hanno chiesto informazioni più dettagliate sulla reale situazione dell'ufficio Postale. La comparsa in sede di una scritta (ripetiamo, di pochi centimetri e poco leggibile) che annunciava il pericolo e la presenza di questo pericolosissimo materiale nell'intera struttura era passato inosservato a molti, per lo più indaffarati ad eseguire versamenti, ad effettuare spedizioni di corrispondenza o intenti alla compilazione dei moduli di bollette di pagamento e a non perdere la priorità nel seguire le interminabili file.
L'ufficio postale di Briatico, a quanto si è capito, rientrerebbe tra gli sportelli calabresi ancora da bonificare dall'amianto. Ricordiamo comunque che il materiale denominato amianto di per sé non è pericoloso, diventa però letale quando deteriorato, polverizzato e quando queste polveri entrano in contatto con i polmoni di uomini e animali.
Gli utenti del servizio postale (ma il fatto interesserà anche i dipendenti che passano tante ore di lavoro all'interno dell'ufficio) chiedono a questo punto che si faccia chiarezza sulla questione e che si avvii nel breve periodo una indagine conoscitiva da parte dell'Arpacal sullo stato ambientale della struttura, che in molti punti appare danneggiata dall'usura del tempo e dalle frequentazioni dei briaticesi e, dopo la chiusura della sede di San Costantino, anche degli abitanti dei paesi viciniori.
Lo chiedono anche alcune delle numerose famiglie che abitano nei dintorni dell'ufficio postale di via Cocca nuova. La storia dell’amianto nelle Poste è uguale a quella che purtroppo quotidianamente vivono in Italia, tanti lavoratori e tanti cittadini che un bel giorno della loro vita hanno scoperto, nella maniera più drammatica, di lavorare o abitare in uffici e case piene d’amianto.
Secondo alcuni esperti la presenza di materiali contenenti amianto nei pannelli perimetrali e in quelli divisori in un ufficio postale (come nel caso di Briatico) non comporta, di per sé, che esista un pericolo per la salute degli occupanti. I rischi potrebbero arrivare con interventi che dipendono dall’imprevedibilità (es.: lavori di manutenzione degli impianti elettrici, istallazione e manutenzione di impianti di condizionamento e di riscaldamento, ma anche furti con scasso o rapine) e, quindi, dalla probabilità del danneggiamento del materiale.
Sull'esperienza di tante altre sedi delle poste che avevano lo stesso problema sono due le possibili soluzioni che si prospettano all'orizzonte, e tutte e due molto costose: o “demiantalizzare” o “incapsulare” l'intera struttura.
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giovedì 11 marzo 2010
Voterò Gaetano Vallone
Tropea è allo sbando più completo questa è la verità, l´ultima amministrazione sia pur breve, era così presa dai litigi interni che ha disfatto il poco di buono che ancora permaneva dall´ultima gestione amministrativa Vallone.
Siamo chiamati ad una scelta che inciderà profondamente sul nostro futuro; una scelta tra il "già visto" e l'ignoto, tra Gaetano Vallone e Adolfo Repice. Tropea sta morendo ripiegata su se stessa, l´anarchia regna sovrana, le regole non esistono piu´, la spazzatura ci sta sommergendo, il vivere civile è ormai divenuto una chimera. Lo sbando è assolutamente paragonabile a quello che esisteva nel lontano 1993, quando una Tropea senza regole e male amministrata da decenni si avviava lentamente, come un malato terminale, a vivere i suoi ultimi giorni da località turistica. Una Tropea che, è bene ricordarlo, aveva già vissuto e visto svanire il boom del turismo d´elite degli anni '70, e aveva anche attraversato il fenomeno del turismo di massa, un turismo povero certo, ma che comunque in qualche modo riusciva a dare sostegno alle famiglie tropeane. A Tropea ormai con la stagione estiva si sopravviveva a stento, il boom che da fine anni ´60 aveva reso Tropea una meta ricercata tra le località turistiche d´Italia grazie al suo mare e al sole che ci consentiva una eterna primavera, stava esalando i suoi ultimi respiri.
Poi nel Novembre ´93 , con l´avvento del maggioritario, avvenne il "fattaccio". Gaetano VALLONE ex assessore alle annone ed ex bandiera dell´M.S.I., da qualche anno ormai esclusivamente dedito alla sua professione, decide di tornare in campo, scendendo in lizza quale candidato a sindaco di Tropea, alla testa di una lista civica.
Quel ´93 lo ricordo ancora come un momento che per chi l´ha vissuto ha rappresentato un momento di storia. Il voto dei tropeani, incatenato da decenni di clientelismo e basato sul patriarcato, tornò libero.
Nelle famiglie i giovani scelsero liberamente chi votare in barba alle indicazioni dei "patriarchi", la gente comune, che per qualche piccolo favore era stata incatenata al politico di turno per anni, scelse liberamente e un plebiscito accompagnò la prima elezione di Gaetano Vallone quale sindaco di Tropea.
A raccontarla così sembra quasi un evento epico, eppure fu questo che accadde, fu ciò che vissi io e tutti coloro che come me ricordano quegli anni. Dopo aver toccato il fondo i tropeani, per la prima volta a mia memoria, osarono alzare la testa ed in un impeto di orgoglio e in un folgorante momento d' amore per la propria città misero Tropea innanzi a se stessi e il risultato fu che le campane suonarono a festa e il suono di quelle campane portarono Tropea a nuova vita. Questa non e´ retorica, non fosse altro perché il simbolo di quella lista erano le campane e quando la lista vinse i tropeani marciarono realmente al suono delle campane.
E così la bella fiaba sembrò realizzarsi, ma ancora non siamo arrivati all´epilogo, questo è giusto l´inizio, giacché, passato il momento dell´euforia per una vittoria inizialmente inaspettata, come in ogni fiaba che si rispetti, iniziano i primi grossi problemi: all´esame del bilancio ci si rende conto che forse quell´amministrazione appena eletta e con tanto entusiasmo pronta ad intraprendere un nuovo
percorso, rischiava già di esalare i suoi ultimi respiri. Una parola pesante più di un macigno, anzi di un'intera montagna stava per interrompere la speranza: Dissesto!
Il dissesto avrebbe comportato una serie di conseguenze che taluni ignorano, ma di una gravità inaudita: dalla rideterminazione della pianta organica e messa in mobilità del personale in ragione della popolazione e della fascia demografica di appartenenza, all´eliminazione dei servizi non necessari, all´aumento e al recupero coatto dei tributi, all´alienazione di quella parte del patrimonio disponibile non strettamente necessaria all´esercizio delle funzioni istituzionali e via dicendo. Tra l´altro la richiesta del dissesto era fissata da precisi oneri di legge, per cui, a parte altre conseguenze, gli amministratori non dichiarandolo rispondevano in proprio. Eppure Gaetano Vallone si assunse la grave responsabilità di non dichiararlo e iniziò a lavorare per cercare di rimettere in sesto le casse comunali (forse non c´erano nemmeno le casse, giacchè chi lo aveva preceduto forse si era venduto anche quelle).
Il primo atto di quella amministrazione fu dunque l´assumersi una gravissima responsabilità, che credo pochi si sarebbero assunti. Non voglio tediarvi con una cronistoria dell´opera di Gaetano Vallone, ma
essendo stato il momento iniziale, uno dei momenti più significativi dell´amministrazione Vallone, per chi non ha vissuto quei periodi e oggi parla con leggerezza di determinati momenti, è bene rammentarlo.
Quindi, l´amministrazione Vallone si insediò con un bilancio assolutamente 'in rosso' e con la possibilità di fare poco o nulla, eppure anche in questo sta il grande merito di Gaetano Vallone, impossibilitato ad operare per iniziare quelle opere di ampio respiro, che avrebbero riqualificato Tropea e che poi realizzerà nel corso di 10 anni di amministrazione. Sfruttò al meglio le limitate risorse che aveva, e, per la prima volta, una Tropea, abituata "all´anarchia" da chi lo aveva preceduto, si trovo´ a doversi confrontare con delle regole certe. Io ritengo che questo è il più grande merito di Gaetano Vallone, forse ancora maggiore della grave responsabilità che si assunse nel non dichiarare il dissesto: l´aver avuto il coraggio di imporre regole certe, la forza di non farsi condizionare nell´applicazione delle stesse e l´autorità per farle rispettare. Sono le regole che consentono il vivere civile nel rispetto delle esigenze di tutti, regole che però, Tropea non aveva mai avuto. Sembra una barzelletta asserire che l´aver imposto delle regole sia un grande merito, ma solo per chi non ha vissuto il prima, e, consentitemi, in parte, anche il dopo Vallone. Anche se sembra paradossale per chi oggi legge, Tropea era una novella frontiera, un nuovo West americano, in cui chi ne aveva la forza si prendeva ciò che preferiva e gli altri si dovevano adeguare. Sto esagerando? Chiedetelo ai cittadini che ormai non più tanto giovani ricordano quei tempi; chiedetegli della cementificazione selvaggia e senza regole, che ha deturpato irrimediabilmente il territorio, chiedete loro come si era costretti a prostituirsi al politico di turno per avere solo ciò che spettava; chiedete ai giovani di allora quali erano le speranze per il proprio futuro, ognuno di noi parlava di partire e crearsi un futuro lontano da Tropea perché non c´erano prospettive.
Eppure bastarono poche "piccole" cose, per chi giudica oggi senza tenere in considerazione la realta´ socio-economica dell´epoca, per cambiare definitivamente volto a Tropea e consentirgli di riprendere a fare turismo, risollevando un´economia ormai impoverita in cui il turismo, che per 20 anni spontaneamente aveva contribuito a far crescere Tropea, stava irrimediabilmente svanendo.
Caro Gaetano, tu sei il sindaco "della spazzatura", consentimelo da tuo sostenitore in questa campagna elettorale, lo dico con orgoglio, perche´ riuscisti a spazzare via quella spazzatura che, prima di te e dopo che te ne andasti, nessun altro era ed è riuscito a rimuovere e che oggi ci sta ancora soffocando; tu fosti quello che aprì i pozzi che esistevano ma erano tenuti chiusi e ridonasti acqua a Tropea; tu sei quello che si preoccupò di turare i buchi che facevano delle strade di Tropea la pubblicità ideale al "groviera",; tu sei quello che regolando gli spazi pubblici, creasti finalmente un minimo d' ordine in una città nel caos, consentendo a ciascuno di lavorare nel rispetto degli altri; tu sei quello che con poche "piccole" cose sei riuscito a rilanciare quella Tropea, che nel corso degli anni a venire sarebbe stata un esempio da seguire, raggiungendo una serie importante di traguardi, che nessun altro, prima e dopo di te, è riuscito a raggiungere.
Questi sono i tuoi grandi meriti, più ancora delle opere pubbliche, che sarebbero rimaste cattedrali nel deserto senza la tua abnegazione e la tua perseveranza nell´occuparti delle "piccole" cose, della cosiddetta ordinaria amministrazione di cui tutti oggi si riempiono la bocca ma che nessuno era prima ed è riuscito a garantire dopo che lasciasti la carica.
Caro sindaco "della spazzatura", Tropea ha ancora bisogno di pulizia, ad ogni livello e tu hai gia dimostrato di poterla garantire. I 4 anni di tua assenza siamo tornati indietro di 15 anni amministrativamente e, come nel ´93, c'è, ancora bisogno dell´entusiasmo di un giovane signore di oltre 70 anni, che con la sua abnegazione e la sua voglia di fare, riporti Tropea agli antichi fasti con i fatti e non con le tante parole di cui tutti, in questi giorni frenetici di campagna elettorale, si riempiono la bocca.
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lunedì 8 marzo 2010
ASTRONOMIA E METEOROLOGIA DEI PESCATORI DI TROPEA
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Ancora campagna elettorale a Tropea.
In questa primo scorcio di compagna elettorale alcuni tra i più importanti esponenti della lista avversaria hanno, con diverse formule, tacciato la nostra di essere quella dell’ordinaria amministrazione apostrofando il Prof. Gaetano Vallone come il “Sindaco della spazzatura”.
Ebbene, pochi giorni or sono, con una nota inviata alla stampa, ho chiarito i motivi per i quali il Pdl ha deciso di affidarsi a Gaetano Vallone mettendo in risalto i risultati conseguiti dalle amministrazioni a sua guida, traguardi che sono andati ben al di là dell’ordinario e che hanno portato la nostra Tropea, grazie ai riconoscimenti nazionali ed internazionali conseguiti, nell’olimpo del turismo internazionale d’eccellenza.
Ebbene, pochi giorni or sono, con una nota inviata alla stampa, ho chiarito i motivi per i quali il Pdl ha deciso di affidarsi a Gaetano Vallone mettendo in risalto i risultati conseguiti dalle amministrazioni a sua guida, traguardi che sono andati ben al di là dell’ordinario e che hanno portato la nostra Tropea, grazie ai riconoscimenti nazionali ed internazionali conseguiti, nell’olimpo del turismo internazionale d’eccellenza.
venerdì 5 marzo 2010
'Vicende religiose di Zambrone' il nuovo libro di Corrado L'Andolina
Sono solo cinquanta pagine ma sono vere e proprie "pagine-tesoro" per il paese di Zambrone e per le sue frazioni, un contenitore di tante memorie che erano, ormai da anni, rimaste sepolte in polverosi manoscritti ecclesiastici. Corrado Antonio L'Andolina ha risolcato l'antico tratto della scrittura, aiutato da Don Giuseppe Blasi (nella traduzione), da Teresa Blasi (nella trascrizione) e da Francesco Alleva per i complessi rilievi fotografici, per recuperare racconti e informazioni tramandati ai posteri attraverso altro segno sulla carta. Carte vecchie, ingiallite dal tempo, scrittura indecifrabile ai più, dati e cose da dire che, all'apparenza, sembrano poco interessanti ma che, in effetti, sono sempre trasmissione nel futuro di un "qualcosa da dire".
giovedì 4 marzo 2010
Le origini di Tropea
Le più antiche testimonianze umane rinvenute nel territorio di Tropea risalgono al neolitico. Grazie agli scavi di inizio Novecento effettuati a seguito di un restauro nella Cattedrale e poi agli scavi degli anni Settanta della Soprintendenza archeologica della Calabria, sappiamo di uno stabile insediamento umano nell'area intorno alla chiesa che aveva invece una necropoli nei pressi della stazione ferroviaria.
Questo insediamento è collocabile tra l'età del Bronzo medio e la prima età del Ferro (XVI-IX secc. a.C.). I pithoi funerari, le incinerazioni proto-villanoviane e le inumazioni a fossa rilevate dal Foti testimoniano la continuità dell'insediamento attraverso i secoli. La necropoli proto-villanoviana scoperta invece nel 1962 nei pressi del vallone dell'Annunziata avrebbe, secondo la De Sensi, connotazioni Ausoni.
lunedì 1 marzo 2010
Un sindaco d'esperienza per la "capitale" del turismo
Sono due le liste elettorali che si sfideranno per la conquista di palazzo Sant'Anna. Esattamente tra un mese, i cittadini di Tropea saranno chiamati alle urne dopo un periodo di commissariamento dell'Ente locale, che, in seguito alla caduta della Giunta Euticchio, ha visto i commissari Giovanni Cirillo e Maria Rosaria Luzza guidare il paese. Secondo gli ultimi dati ufficiali gli aventi diritto al voto, compresi quindi i cittadini all'estero, sono 6mila 543. A giungere per primo all'ufficio elettorale, venerdì sera, il candidato a sindaco Gaetano Vallone. In tarda serata, infatti, ha presentato la sua lista civica "Uniti per la rinascita con Vallone Sindaco". Con un simbolo che ha lo sfondo del santuario dell'Isola, emblema della città, con la fenice che aiuta Tropea a risorgere dalle ceneri. Ieri mattina, invece, il candidato a sindaco Adolfo Repice si è presentato in Municipio con in mano le 16 candidature per la sua lista civica "Passione Tropea — Repice Sindaco".
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venerdì 26 febbraio 2010
Archeologia di Tropea
Dal punto di vista archeologico Tropea appare ancora una citta' capace di celare i suoi segreti piu' reconditi, quelli legati alle sue origini ed agli avvenimenti inerenti alla sua storia. Poche sono infatti le testimonianze pervenuteci, alcune di queste addirittura solo in modo indiretto, molto quello che ancora giace sotto i palazzi nobiliari del suo centro storico. Una pithos e urne cinerarie (del periodo protovillanoviano, cioe' della prima eta' del ferro) vennero trovate nel 1962 in contrada La Croce.
Nel 1954 Carmelo Chiavaro segnalo' il rinvenimento di urne cinerarie in terracotta dell'età del bronzo finale ed altro materiale archeologico provenienti dal terreno ex "villetta Crigna", oggi "casa Macri'".Al IV sec. d.C. - proprio nel periodo in cui le fonti ci parlano di una massae trapeianae cristiana presidiata da una certa donna Hirene - viene fatta risalire una Basilichetta cimiteriale - che lo studioso Pasquale Toraldo identifica con quella di Santa Maria del Bosco e vedrebbe collegata alla tropeana S. Domenica martire - in cui furono rinvenute delle ampolline di vetro utilizzate per i riti.
Nel 1954 Carmelo Chiavaro segnalo' il rinvenimento di urne cinerarie in terracotta dell'età del bronzo finale ed altro materiale archeologico provenienti dal terreno ex "villetta Crigna", oggi "casa Macri'".Al IV sec. d.C. - proprio nel periodo in cui le fonti ci parlano di una massae trapeianae cristiana presidiata da una certa donna Hirene - viene fatta risalire una Basilichetta cimiteriale - che lo studioso Pasquale Toraldo identifica con quella di Santa Maria del Bosco e vedrebbe collegata alla tropeana S. Domenica martire - in cui furono rinvenute delle ampolline di vetro utilizzate per i riti.
giovedì 25 febbraio 2010
Fallisce la mediazione tentata da De Nisi, restano in corsa Repice e Rodolico
Si torna punto e a capo. Il tentativo di Francesco De Nisi, coordinatore provinciale del Partito Democratico, di mediare tra Giuseppe Rodolico e Adolfo Repice, al momento, non ha sortito particolari risultati. Quella di ieri, infatti, è stata una giornata di soli "incontri interlocutori" per cercare di creare una strada unitaria che, invece, stenta a prendere piega. Di fronte a De Nisi, il consigliere provinciale Giuseppe Rodolico, "quale uomo di partito" ha rimesso, nelle mani del coordinatore provinciale, la propria candidatura. Al contrario, invece, il segretario generale del comune di Torino, Adolfo Repice, pur aderendo al Pd, ha spiegato di non poter scegliere da solo in quanto, in questo caso, rappresenta l'espressione di diverse parti politiche e sociali.
martedì 23 febbraio 2010
Il ricco cartellone prevede 9 spettacoli fino ad aprile Sono nove gli spettacoli previsti nel cartellone 2010 del Teatro La Pace di Drapia, piccolo ce

Il ricco cartellone prevede 9 spettacoli fino ad aprile Sono nove gli spettacoli previsti nel cartellone 2010 del Teatro La Pace di Drapia, piccolo centro in provincia di Vibo. La rassegna e' patrocinata e sostenuta dall'Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia. Nove gli spettacoli messi in cartellone dal Centro teatrale meridionale che cura l'allestimento, di questi, sette si inseriscono nel filone della commedia comica o brillante. Molti i nomi noti, da Barbara Chiappini (''Due letti per un marito'', 14 febbraio), a Carlo Buccirosso (''Vogliamoci tanto bene'', 21 marzo) Biagio Izzo (''Un te' per tre'', il 3 maggio), e Raffaele Pisu (''Chat a due piazze'', 21 marzo). Un omaggio alla danza, che conta tanti appassionati nel Vibonese, verra' da Raffaele Paganini, protagonista dello spettacolo ''Ho appena 50 anni e ballo il sirtaki'' (10 aprile). Dal sapore classico, invece, il lavoro di Patrizia Milani, Carlo Simoni e Maurizio Donadoni, che il 21 febbraio andranno in scena con la commedia ''Il Gabbiano'', del drammaturgo russo Cechov. Il 18 aprile, invece, sara' la volta di ''Pitagora e la Magna Gracia'', interpretato da Domenico Pantano e Americo Saltutti. ANSA http://www.calabriaonline.com/
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lunedì 22 febbraio 2010
Il Pd si affida a Pino Rodolico
Mentre Gaetano Vallone è sul punto di chiudere l'elenco (ai tredici nomi già pubblicati dal Quotidiano si sono aggiunti due ragazze: Jasmine Muscia e Chiara Epifanio) sull'altro versante ancora si discute. Riunioni serrate, estenuanti. Febbrili ma inconcludenti. Il Partito democratico ha affidato un mandato esplorativo al consigliere provinciale Giuseppe Rodolico che dovrà verificare le condizioni per una convergenza di tutto il centrosinistra sulla sua persona. Solo se incontrerà i favori delle varie anime che compongono il partito e dei soggetti schierati contro Vallone allora scioglierà ogni riserva e scenderà in campo con un progetto amministrativo sempre civico ma con una marcata impronta politica Quindi, il Pd ha scaricato Adolfo Repice, da tempo impegnato nella costruzione di un’alleanza progressista? «Niente affatto - ci tiene subito a precisare Rodolico -. Vogliamo costruire un cartello elettorale inclusivo in cui tutti si possano riconoscere. Fermo restando la nostra capacità di presentare una lista di partito, non vogliamo arrivare a tanto perché pensiamo che la città abbia bisogno di un progetto di ampio respiro, aperto alla società civile e alle forze sane di Tropea, che merita un'amministrazione efficiente in grado di rimediare agli errori commessi in passato». La proposta Repice, quindi, non è stata ancora archiviata? «Con l'amico Adolfo - è la risposta di Rodolico - ci incontreremo nei prossimi giorni allo scopo di fare sintesi. Un traguardo che cercheremo di raggiungere con tutte le nostre forze. Siamo tutti pronti a fare un passo indietro - ha concluso - per farne poi tutti uno in avanti». Insomma, il confronto servirà a capire chi tra le due candidature potrà avere maggiore peso elettorale da spendere nella sfida contro Vallone. Indubbiamente si troveranno di fronte due personalità di prestigio: Pino Rodolico è un apprezzato e stimato medico che ha dalla sua il sostegno dell'avvocato Giovanni Vecchio, un alto gradimento nella base democratica e, soprattutto, gode di molte simpatie nell'elettorato. Adolfo Repice è la migliore espressione della società civile, con alle spalle una lunga e proficua esperienza tecnico-amministrativa. E' infatti direttore generale del Comune di Torino. Non a caso, ha annunciato, per il 18 marzo, l'arrivo del sindaco Sergio Chiamparino e del rettore del Politecnico, per sponsorizzare la sua candidatura. Nell'Udc, intanto, si è aperto un fronte polemico tra il presidente del partito Egidio Repice e il segretario cittadino Michele Accorinti. Il primo, com'è naturale, caldeggia la candidatura alla carica di primo cittadino del fratello Adolfo, il secondo è più cauto, preferendo attendere l'evolversi degli equilibri nel Pd. Due posizioni contrastanti che necessitano di un urgente chiarimento: entro sabato prossimo, giorno in cui scadono i termini per la presentazione delle liste, gli angoli dovranno essere smussati e il gruppo dirigente udiccino dovrà inevitabilmente scegliere da che parte stare. Infine, un'ipotesi suggestiva: i delusi (in primis gli oppositori di Adolfo Repice, qualora il Pd lo appoggiasse, ed alcuni ex amministratori) potrebbero calare l'asso della manica proponendo un terzo polo. Potrebbero, appunto.
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Esplosione e fiamme a Tropea
Arrivando sul luogo è forte la sensazione di trovarsi tra le strade di Bagdad. Un locale letteralmente sventrato dall’esplosione, le auto parcheggiate a fianco arse dalle fiamme, una colonna di fumo intensa e nera che si alza verso il cielo e la gente che fugge dal palazzo in preda al panico. E’questo lo scenario che hanno impresso negli occhi gli abitanti della cittadina tirrenica accorsi su via IV Novembre, in pieno centro, dopo aver sentito il boato della violenta deflagrazione avvenuta ieri sera verso le 21.30. Al momento non si sa con certezza cosa abbia potuto generare l’esplosione che ha avuto origine all’interno del noto bar Casinò Royal, di cui è gestore Maria De Luca, una ragazza di 30 anni, di Gioia Tauro. Di certo c’è che l’attività commerciale, aperta da qualche mese e nella quale si stavano svolgendo lavori di sistemazione del parquet, è andata completamente distrutta, non solo a causa dal violento spostamento d’aria che ha divelto le saracinesche e mandato in frantumi i vetri dei palazzi vicini, ma anche dalle fiamme che hanno interessato, inoltre, cinque autovetture parcheggiate nelle vicinanze. Ed è solo un caso fortuito se in quel momento non ci fosse nessuno nelle vicinanze. Vista la vastità dell’esplosione non avrebbe avuto alcuna via di scampo. Scene di panico, come detto, tra la popolazione che risiede nei palazzi vicini e in quello sovrastante il bar, che si è riversata in fretta e furia per le strade cercando di evitare il fuoco che ha bloccato la trasversale a via IV Novembre, e cioè via delle Vittorie. I primi ad arrivare sul posto sono stati gli agenti del posto fisso di polizia di Tropea, guidati dal commissario capo Emanuele Rodonò; pochi istanti dopo i carabinieri della Compagnia agli ordini del tenente Giovanni Migliavacca. La zona è diventata off limits per i curiosi che pian piano si sono recati sul luogo dell’esplosione, mentre i Vigili del fuoco di Vibo Marina hanno provveduto, con non poca fatica, ad estinguere l’incendio. Non è stato ancora chiarito, come detto, se si possa trattare di un corto circuito, dell’esplosione di un tubo di metano oppure di una o più bombe. Gli investigatori al momento non si sbilanciano. E’chiaro che, se le due ultime tesi fossero confermate, ciò starebbe a significare che i malviventi hanno agito forzando una delle entrate e, in seguito, azionato l’ordigno, per poi darsi alla fuga. Intanto, per motivi di sicurezza è stata decisa l’evacuazione dell’edificio di tre piani in modo tale da consentire ai tecnici del 115 di effettuare, nella giornata odierna, i rilievi per verificarne l’integrità strutturale.
Il Quotidiano della Calabria
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giovedì 18 febbraio 2010
Commissione d'accesso all'Asp per presunte infiltrazioni mafiose
Commissione d'accesso all'Azienda sanitaria di Vibo Valentia. Il provvedimento è stato adottato dal prefetto Luisa Latella sulla base di presunte infiltrazioni e condizionamenti mafiosi. Ipotesi piuttosto pesanti, identiche a quelle che in passato hanno portato al commissariamento dell'Azienda sanitaria di Locri. Un provvedimento che lascia intravedere scenari non certo rassicuranti all'interno della sanità vibonese, più volte al centro di inchieste giudiziarie alcune delle quali hanno già fatto emergere un vorticoso giro di tangenti attorno alla costruzione del nuovo ospedale, di fatto mai realizzato. La commissione ispettiva, avrà a sua disposizione tre mesi di tempo per verificare appalti, provvedimenti adottati negli ultimi anni e controllare le manovre finanziarie effettuate. Il gruppo di lavoro, che si è insediato già ieri mattina negli uffici dell'Asp, è coordinato dal vice prefetto vicario Giovanni Cirillo, insieme a lui collaborano il dott. Rocco Romeo, primo dirigente della Questura; il maggiore dei carabinieri Vittorio Carrara; il comandante del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, maggiore Michele Di Nunno e il dott. Massimo Nicolò, . dirigente affari finanziari della Prefettura. Nessuna indiscrezione, per il momento, è trapelata sui motivi che hanno spinto il prefetto Latella a disporre un'ispezione di questa portata. Il rischio che l'Azienda sanitaria possa essere commissariata per condizionamenti mafiosi è reale anche se in questi casi è necessario attendere la relazione degli ispettori. Non è ancora chiaro neanche il periodo di gestione che la commissione prenderà in esame. In passato dipendenti Asp sono rimasti coinvolti in indagini portate avanti dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro e nei confronti di uno di loro sono state adottate anche misure cautelari. Di recente, invece, l'ex direttore generale Domenico Stalteri, dopo il suo siluramento, ha presentato una serie di esposti e denunce che hanno indotto la Procura della Repubblica di Vibo Valentia ad aprire un'inchiesta. Vicende che potrebbero finire tutte sul tavolo degl'ispettori per una valutazione più approfondita. Al vaglio della commissione, molto probabilmente, anche gare d'appalto, forniture e servizi, le cui pratiche in passato sono entrate nei faldoni dell'inchiesta denominata Ricatto, portata avanti dai carabinieri di Vibo Valentia. Così come potrebbero non passare inosservati concorsi e posizioni organizzative interne all'Azienda sanitaria. Un lavoro che si preannuncia delicato, difficile, che richiede attenzione e verifiche incrociate in particolare per i lavori che negli anni hanno interessato a più riprese l'ospedale Jazzolino, lo stesso nel quale si sono verificati drammatici casi di malasanità che hanno portato alla morte di Federica Monteleone ed Eva Ruscio. La Gazzetta del SUD http://www.calabriaonline.com/
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mercoledì 17 febbraio 2010
Elezioni comunali di Tropea
I motivi per i quali abbiamo scelto di indicare Vallone quale candidato a sindaco del Comune di Tropea sono presto detti:
Non possiamo non rammentare lo stato di decadimento in cui il prof. Gaetano Vallone ha raccolto la splendida città nel ’92. Il degrado urbano, con gli enormi cumuli di immondizia che venivano dati alle fiamme; i rubinetti a secco, con l’ignobile e losco traffico di acqua che si era creato in danno dei cittadini; l’anarchia più totale, con decine di parcheggiatori abusivi che appropriatisi di intere aree della Città chiedevano pegno ai turisti pena il danneggiamento delle loro auto; lo stato di dissesto finanziario, con le sedute di consiglio celebrate a lume di candela a causa dell’interruzione per la persistente morosità della fornitura energetica, sono solo alcuni esempi della situazione presa in carico da Vallone nel 1992, un contesto rovinoso che nel giro di pochi anni è riuscito miracolosamente a ribaltare. Chi cerca di dipingere Vallone come il Sindaco dell’immondizia e del tappa buchi è in totale mala fede poiché il contesto allora ereditato era molto grave e complesso e risultati conseguiti tutt’altro che ordinari.
- L’amministrazione a guida Vallone ha dato nuova linfa ad un’economia in ginocchio (le licenze commerciali sono passate nei giro di pochi anni da circa 200 ad oltre 500), il mercato immobiliare è uscito dalla stagnazione in cui si trovava, le case del centro storico, che nel 1992 venivano cedute per pochi spiccioli (400.000 lire il prezzo a metro quadrato dell’epoca), sono arrivate nell’arco di pochi anni a cifre da capogiro, con incrementi di valore che in alcuni casi hanno superato il 2000%. La buona amministrazione è stata, di poi, ripagata con importantissimi riconoscimenti nazionali ed internazionali: il corpo dei Vigili Urbani è stato premiato come migliore Polizia Municipale d’Italia; la Città, partendo da zero, ha scalato negli anni la speciale classifica di Legambiente sino ad arrivare alla conquista delle 5 vele, obiettivo questo che ha significato una pubblicità gratuita del valore di milioni di euro; Il Sole 24 ore ha posto la città di Tropea tra le 10 località VIP d’Europa e Panorama l’ha collocata al 1° posto nel vacanzometro, per il miglior rapporto qualità prezzo.
- Sul fronte opere pubbliche, inoltre, l’attività del prof. Vallone non ha conosciuto sosta. A titolo esemplificativo ne ricordiamo alcune: il completamento e la messa in funzione del porto di Tropea, un’opera strategica per sviluppo della città che ha visto la luce solo grazie alla caparbietà dell’amministrazione Vallone; la strada del mare ed il lungo mare; la ristrutturazione dell’Antico Sedile, di Palazzo Sant’Anna, di Palazzo Collareto Galli; il rifacimento e la sistemazione della pavimentazione in Piazza Galluppi e nella Piazza Del Cannone; i due nuovi impianti di depurazione; i 4 nuovi pozzi per l’approvvigionamento idrico; svariati interventi in favore dell’edilizia scolastica; il nuovo campo sportivo (opera incompiuta).
- Ma il più importante risultato conseguito dal Prof. Vallone si è registrato sul piano della rinascita del senso civico e del rispetto della legalità, valori che negli anni a sua guida sono stati tratti fuori dalla soffitta in cui erano stati stipati dalle scellerate, fallimentari, precedenti amministrazioni per essere posti, quali principi fondativi, al centro dell’agenda del governo cittadino.
Effettivamente, vi sono, poi, degli aspetti, più che latri caratteriali, del prof. Vallone che possono lasciare perplessi, tuttavia il giudizio complessivo sulla persona è ampiamente positivo e i fatti sopra citati lo testimoniano.Concludo auspicando che il prof. Vallone si determini nel mettere in campo una lista politica così da liberare il Pdl da quella zavorra che limita la capacità di azione del partito poichè obbedisce a quelle becere e losche logiche trasversali che fanno capo ai soliti noti collocati, da qualche tempo a questa parte, ai margini del partito. Per quanto mi riguardo mi adopererò con tutte le mie forze in tale direzione.
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Non possiamo non rammentare lo stato di decadimento in cui il prof. Gaetano Vallone ha raccolto la splendida città nel ’92. Il degrado urbano, con gli enormi cumuli di immondizia che venivano dati alle fiamme; i rubinetti a secco, con l’ignobile e losco traffico di acqua che si era creato in danno dei cittadini; l’anarchia più totale, con decine di parcheggiatori abusivi che appropriatisi di intere aree della Città chiedevano pegno ai turisti pena il danneggiamento delle loro auto; lo stato di dissesto finanziario, con le sedute di consiglio celebrate a lume di candela a causa dell’interruzione per la persistente morosità della fornitura energetica, sono solo alcuni esempi della situazione presa in carico da Vallone nel 1992, un contesto rovinoso che nel giro di pochi anni è riuscito miracolosamente a ribaltare. Chi cerca di dipingere Vallone come il Sindaco dell’immondizia e del tappa buchi è in totale mala fede poiché il contesto allora ereditato era molto grave e complesso e risultati conseguiti tutt’altro che ordinari.
- L’amministrazione a guida Vallone ha dato nuova linfa ad un’economia in ginocchio (le licenze commerciali sono passate nei giro di pochi anni da circa 200 ad oltre 500), il mercato immobiliare è uscito dalla stagnazione in cui si trovava, le case del centro storico, che nel 1992 venivano cedute per pochi spiccioli (400.000 lire il prezzo a metro quadrato dell’epoca), sono arrivate nell’arco di pochi anni a cifre da capogiro, con incrementi di valore che in alcuni casi hanno superato il 2000%. La buona amministrazione è stata, di poi, ripagata con importantissimi riconoscimenti nazionali ed internazionali: il corpo dei Vigili Urbani è stato premiato come migliore Polizia Municipale d’Italia; la Città, partendo da zero, ha scalato negli anni la speciale classifica di Legambiente sino ad arrivare alla conquista delle 5 vele, obiettivo questo che ha significato una pubblicità gratuita del valore di milioni di euro; Il Sole 24 ore ha posto la città di Tropea tra le 10 località VIP d’Europa e Panorama l’ha collocata al 1° posto nel vacanzometro, per il miglior rapporto qualità prezzo.
- Sul fronte opere pubbliche, inoltre, l’attività del prof. Vallone non ha conosciuto sosta. A titolo esemplificativo ne ricordiamo alcune: il completamento e la messa in funzione del porto di Tropea, un’opera strategica per sviluppo della città che ha visto la luce solo grazie alla caparbietà dell’amministrazione Vallone; la strada del mare ed il lungo mare; la ristrutturazione dell’Antico Sedile, di Palazzo Sant’Anna, di Palazzo Collareto Galli; il rifacimento e la sistemazione della pavimentazione in Piazza Galluppi e nella Piazza Del Cannone; i due nuovi impianti di depurazione; i 4 nuovi pozzi per l’approvvigionamento idrico; svariati interventi in favore dell’edilizia scolastica; il nuovo campo sportivo (opera incompiuta).
- Ma il più importante risultato conseguito dal Prof. Vallone si è registrato sul piano della rinascita del senso civico e del rispetto della legalità, valori che negli anni a sua guida sono stati tratti fuori dalla soffitta in cui erano stati stipati dalle scellerate, fallimentari, precedenti amministrazioni per essere posti, quali principi fondativi, al centro dell’agenda del governo cittadino.
Effettivamente, vi sono, poi, degli aspetti, più che latri caratteriali, del prof. Vallone che possono lasciare perplessi, tuttavia il giudizio complessivo sulla persona è ampiamente positivo e i fatti sopra citati lo testimoniano.Concludo auspicando che il prof. Vallone si determini nel mettere in campo una lista politica così da liberare il Pdl da quella zavorra che limita la capacità di azione del partito poichè obbedisce a quelle becere e losche logiche trasversali che fanno capo ai soliti noti collocati, da qualche tempo a questa parte, ai margini del partito. Per quanto mi riguardo mi adopererò con tutte le mie forze in tale direzione.
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