Vibo Valentia, 31 mar. - Il nucleo di polizia tributaria di Vibo Valentia ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip presso il tribunale del capoluogo, riguardante somme di denaro e beni di un'azienda di Pizzo Calabro (Vv) che svolge l'attivita' di fabbricazione e messa in opera di strutture metalliche, beneficiaria di un contributo ex legge 488/92 di circa 400.000 euro, di cui 100.000 gia' erogati. Il provvedimento, secondo quanto reso noto, e' stato emesso a conclusione delle indagini condotte dalle fiamme gialle vibonesi, nei confronti della stessa impresa che avrebbe indebitamente percepito finanziamenti pubblici, ponendo in essere artifici e raggiri mediante l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse da alcune ditte compiacenti nonche' mediante la produzione al competente dicastero di atti falsi (dichiarazioni liberatorie del fornitore e dichiarazioni sostitutive di atti di notorieta'). L'attivita' investigativa avrebbe consentito di rilevare la presenza di flussi finanziari fittizi per un ammontare di circa 2 milioni di euro, finalizzati a dimostrare la disponibilita' sui conti correnti societari (apporto di capitale proprio), condizione necessaria per poter beneficiare di tali provvidenze pubbliche. La rilevanza degli elementi probatori raccolti ha permesso all'autorita' giudiziaria inquirente di chiedere ed ottenere dal Gipa l'emissione del decreto per una somma pari ad euro 99.975, corrispondente al profitto del reato consumato. Nello specifico sono stati sottoposti a sequestro preventivo somme di denaro depositate su conti correnti intestati sia alla societa' che agli indagati per un importo pari a 97.000 euro, nonche' beni strumentali per la restante parte. Il sequestro - si fa rilevare - e' stato comunque disposto con modalita' tali da salvaguardare l'operativita' dell'impresa e la prosecuzione dell'attivita' aziendale.
(AGI) Adv
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mercoledì 31 marzo 2010
lunedì 29 marzo 2010
Il sindaco sfida la mafia
La provincia di Vibo Valentia avrebbe bisogno di tanti Gaetano Vallone per uscire dalla morsa in cui sono caduti molti comuni toccati dall'effetto mafia. Per chi non lo sapesse Gaetano Vallone, 62 anni, insegnante in pensione, vecchia ed intramontabile bandiera del Msi di Giorgio Almirante, è il sindaco di Tropea, la città più turistica del versante tirrenico calabrese. Guida dal novembre '93 una giunta eterogenea. aperta alla collaborazione di chiunque avverte la sensibilità di adoperarsi per lo sviluppo socio-economico ed occupazionale di Tropea. Forse conserva, e non soltanto tra i ricordi più cari, nel cuore, lo splendore della vecchia fiamma tricolore, ma in realtà è un sindaco moderno. L'esperienza maturata tra i banchi dell'opposizione con altre bandiere del Msi di ieri, come Totò Sposaro. lo hanno portato ad acquisire una maturità che oggi Vallone mette, incondizionatamente, a disposizione dei suoi concittadini. Sposando la cultura del servizio è diventato il sindaco di tutti, anche dei suoi avversari politici. Questo perché nel momento si è posto a capo di una lista civica "incolore" ha promesso alla popolazione che Tropea doveva tornare ad essere quella cara a Pasquale Galluppi prima, a Raf Vallone dopo e a Maurizio Calvesi. Lorenzo Albino successivamente. Patto mantenuto. Gaetano Vallone da due anni e più conduce l'operazione "Tropea città pulita". Lo sta facendo con grande umiltà, senso del dovere, piena responsabilità, avvalendosi della preziosa collaborazione di una giunta attiva e consapevole del ruolo che Tropea occupa nello scacchiere turistico della Calabria. Mantenere una città ad alta vocazione turistica, in una realtà meridionale (ed è quanto dire), pulita, disciplinata, sotto il severo controllo della Amministrazione comunale non è facile e Io si può anche comprendere. Vallane ci sta riuscendo e nonostante sia un personaggio schivo di notorietà e passerelle va avanti per la sua strada anche con il consenso degli ospiti illustri di Tropea: i vacanzieri: Molti di loro sono tornati a Tropea, dopo anni di lontananza. perché è stato riferito loro che Tropea era diventata nuovamente vivibile e che era tornato a risplendere il suo fascino. Ma Gaetano Vallone, ch:. per i suoi provvedimenti continua a rischiare l'impopolarità tra gli interessati, ha deciso di diventare un sindaco scomodo. Adesso lo ha attaccato la mafia. Per i parcheggi, assegnati all'Aci di Catanzaro e rifiutati da quest'ultima pare per presunte minacce da parte della stessa delinquenza organizzata. "Resteranno liberi, incustoditi - risponde Vallone a chi gli chiede chi gestirà adesso i parcheggi - perché io alla mafia non li consegno!"
Sindaco, lei ha paura della mafia? "
Mi piego ma non mi spezzo. I gesti intimidatori di questi ultimi giorni hanno rappresentato per me una iniezione ricostituente. Aumenterò il mio impegno sul fronte antimafia".
Lei ha ottenuto l'immediata solidarietà di sindaci, parlamentari (Saverio Di Bella e Mimmo Basile), di semplici cittadini. di associazioni, ma soprattutto dai turisti presenti a Tropea?"
Sono gesti apprezzati e che mi inorgogliscono. io sono al servizio dei cittadini. mi attivo per rendere loro graditi i servizi. Operiamo per produrre occupazione e fare entrare soldi nelle casse-dei nostri operatori turistici però tutto questo lo facciamo per rendere gradevole e confortevole il soggiorno dei nostri ospiti con i quali andiamo perfezionando una rapporto sempre più amicale e di forte simpatia.
Per qualche momento la risposta di Vallone ci è sembrata diretta a quel tal collega Corrado Zanetti che il 27 giugno scorso, sul quotidiano "Alto Adige", ha dipinto la Calabria come terra di nessuno, ammonendo chi avesse intenzione di superare la Lucania a non fare la fine del 'povero Nicholas Green.
Bacchettata a dovere dal Presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Raffaele Nicolò, Corrado Zanetti ed il suo direttore hanno chiesto scusa.
Per il momento se la sono cavata così.
Ma torniamo a Vallone e alla sua operazione "Tropea città pulita".
Sindaco a Tropea i commercianti pagano il pizzo. Il racket dell'estorsione è in aumento. Però nessuno parla.
"Devo confessarle che nessuno, ufficialmente, è venuto mai a denunciare questo tipo di crimine. Io ritengo che nei fatti il fenomeno è ben radicato. Ne ho fatto denuncia sia al Prefetto Capriulo quanto al Questore Malvano. Altro non posso dire".
La riunione del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico quale garanzia le ha fornito per rendere concreto l'impegno antimafia?
"Innanzitutto che la presenza dello Stato c'è. Che occorre potenziare il raccordo tra Stato, Istituzioni e Forze dell'Ordine".
Lei è già stato definito dai turisti ospiti di Tropea "sindaco coraggio". Pensa di mettere in ginocchio il fenomeno mafioso?
"Una prima risposta che certamente incoraggerà ad andare avanti e a diffondere ulteriore fiducia tra i cittadini è prevista tra non molto. Stiamo attendendo la conclusione delle indagini".
Lei pensa che tutto quanto accaduto giova per la stagione 1996?
"Io concordo con il Prefetto Capriulo. La situazione non è allarmante. Certo dobbiamo continuare a far rispettare le leggi, sia negli appalti, nella concessione dei suoli e nelle autorizzazioni varie.
La provincia di Vibo Valentia ha in Tropea il suo caposaldo turistico. La gente dovrà venire a Tropea a prezzi competitivi e con il meglio dei servizi a disposizione. È questo il messaggio che mi sento di fare ringraziando fin d'ora quanti vorranno onorarci del loro soggiorno nella nostra città".
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Sindaco, lei ha paura della mafia? "
Mi piego ma non mi spezzo. I gesti intimidatori di questi ultimi giorni hanno rappresentato per me una iniezione ricostituente. Aumenterò il mio impegno sul fronte antimafia".
Lei ha ottenuto l'immediata solidarietà di sindaci, parlamentari (Saverio Di Bella e Mimmo Basile), di semplici cittadini. di associazioni, ma soprattutto dai turisti presenti a Tropea?"
Sono gesti apprezzati e che mi inorgogliscono. io sono al servizio dei cittadini. mi attivo per rendere loro graditi i servizi. Operiamo per produrre occupazione e fare entrare soldi nelle casse-dei nostri operatori turistici però tutto questo lo facciamo per rendere gradevole e confortevole il soggiorno dei nostri ospiti con i quali andiamo perfezionando una rapporto sempre più amicale e di forte simpatia.
Per qualche momento la risposta di Vallone ci è sembrata diretta a quel tal collega Corrado Zanetti che il 27 giugno scorso, sul quotidiano "Alto Adige", ha dipinto la Calabria come terra di nessuno, ammonendo chi avesse intenzione di superare la Lucania a non fare la fine del 'povero Nicholas Green.
Bacchettata a dovere dal Presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Raffaele Nicolò, Corrado Zanetti ed il suo direttore hanno chiesto scusa.
Per il momento se la sono cavata così.
Ma torniamo a Vallone e alla sua operazione "Tropea città pulita".
Sindaco a Tropea i commercianti pagano il pizzo. Il racket dell'estorsione è in aumento. Però nessuno parla.
"Devo confessarle che nessuno, ufficialmente, è venuto mai a denunciare questo tipo di crimine. Io ritengo che nei fatti il fenomeno è ben radicato. Ne ho fatto denuncia sia al Prefetto Capriulo quanto al Questore Malvano. Altro non posso dire".
La riunione del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico quale garanzia le ha fornito per rendere concreto l'impegno antimafia?
"Innanzitutto che la presenza dello Stato c'è. Che occorre potenziare il raccordo tra Stato, Istituzioni e Forze dell'Ordine".
Lei è già stato definito dai turisti ospiti di Tropea "sindaco coraggio". Pensa di mettere in ginocchio il fenomeno mafioso?
"Una prima risposta che certamente incoraggerà ad andare avanti e a diffondere ulteriore fiducia tra i cittadini è prevista tra non molto. Stiamo attendendo la conclusione delle indagini".
Lei pensa che tutto quanto accaduto giova per la stagione 1996?
"Io concordo con il Prefetto Capriulo. La situazione non è allarmante. Certo dobbiamo continuare a far rispettare le leggi, sia negli appalti, nella concessione dei suoli e nelle autorizzazioni varie.
La provincia di Vibo Valentia ha in Tropea il suo caposaldo turistico. La gente dovrà venire a Tropea a prezzi competitivi e con il meglio dei servizi a disposizione. È questo il messaggio che mi sento di fare ringraziando fin d'ora quanti vorranno onorarci del loro soggiorno nella nostra città".
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giovedì 25 marzo 2010
Lista Uniti per la Rinascita con Vallone Sindaco.
«Mi sono rimesso in gioco per l'amore sviscerato che nutro, quotidianamente, verso la mia città». Con queste parole il candidato a sindaco Gaetano Vallone della lista "Uniti per la rinascita" ha dato inizio al suo primo comizio cittadino. Per l'occasione ha chiamato all'appello il suo elettorato che ha risposto numeroso lungo corso Vittorio Emanuele. Anticipato dalle note di "Nessun dorma" di Puccini, che per ben due volte lo hanno accompagnato nelle sue precedenti campagne elettorali, Vallone si è affacciato dal balcone dell'Antico Sedile di fronte alla gremita piazza Ercole. E, con una certa ironia, ha raccontato la sua carta d'identità. «Qualcuno mi avrebbe dato per morto — ha esordito Vallone — ma mi tocca spiegare che, nonostante abbia fatto un giretto nell'al di là, sono stato rispedito a Tropea». Parafrasando Dante, Vallone ha detto d'aver fatto visita in Paradiso, nel Purgatorio e nell'Inferno senza riuscire a rimanervi. «Mi sono rimesso in gioco — ha aggiunto — spinto dal desiderio di riportare la primavera in città, consapevole d'essere pronto ad affrontare la gestione del Comune, anche, grazie alla mia esperienza». Naturalmente, pur sottolineando la sua volontà di portare avanti una campagna elettorale dai toni calmi e rispettosi, Vallone ha lanciato qualche frecciatina al suo avversario. «Nel vedere l'intervento di Adolfo Repice in videoconferenza da Torino ho pensato, inizialmente, che l'alone di fumo fosse un problema dello schermo. Mi chiedo come si possa pensare che per far funzionare le cose a Tropea ci sia bisogno di professionalità calate dall'alto. Questo significa offendere i calabresi che, invece, si distinguono nel mondo per la loro alta professionalità». Ha, quindi, puntato l'indice contro una «gestione a mezzo servizio del Comune di Tropea, nel caso in cui dovesse essere eletto Repice. Avendo il segretario generale del Comune di Torino accumulato una collezione di incarichi invidiabili che ne richiedono la sua presenza nel capoluogo piemontese». Nel frattempo, tra i presenti, in piazza e lungo corso Vittorio Emanuele, è stato distribuito il libro in cui Vallone ha illustrato le opere portate a segno durante le sue due precedenti legislature. «A costo di morire sul campo — ha detto Vallone — Tropea risorgerà. Tornerà ai meritati fasti di un tempo che riportano la mente alla mia gestione quando, in ripetute occasione, la città ha avuto ampi riconoscimenti internazionali». Poi, tornado al suo avversario Repice, ha voluto «rinfrescargli la memoria» su ciò che è stato fatto a Tropea dal 1993, in dodici anni di suo governo. Vallone ha, quindi, illustrato ogni aspetto dell'amministrazione pubblica cittadina che ha portato il suo marchio. Dalla ristrutturazione di palazzo Sant'Anna, oggi sede del Municipio, ai vari interventi di riqualificazione dei palazzi che hanno ospitato le scuole cittadine. Nel lungo elenco, anche, la Rupe su cui poggia il centro storico cittadino. Per questa misura, oltre a definire nel dettaglio le sue iniziative, ha illustrato, tratto dopo tratto, i punti critici sui quali necessitano specifiche azioni. Tra gli altri interventi, il resoconto della sua politica ambientale. Dalla riqualificazione dei torrenti che circondano la città alla lotta contro l'abusivismo edilizio. Senza tralasciare la condizione, passata e presente, del sistema di depurazione e fognario. Quella illustrata è stata una sua minuziosa fotografia del territorio:Per ricordare ciò che ha fatto nelle sue precedenti amministrazioni, come base di partenza per il programma amministrativo della sua lista.
martedì 23 marzo 2010
Disoccupato ucciso a Tropea
L'omicidio e' avvenuto nella tarda serata di ieri a Tropea, bellissima cittadina turistica vibonese. Secondo le prime indagini l'uomo sembra che da tempo era affetto da problemi psichici era anche accusato di aver dato alle fiamme alcune autovetture.
Di Costa, considerato un balordo, viveva in localita' Campo di Sotto, nei pressi dell'ospedale civile, insieme a due fratelli cui prestava cure in quanto ammalati. Sul posto e' intervenuto il personale del 118, ma i medici non hanno potuto fare altro che constare il decesso.
I carabinieri della compagnia di Tropea e quelli del Reparto operativo di Vibo Valentia hanno avviato le indagini unitamente alla squadra mobile di Vibo.
Fonte: Virgilio notizie
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lunedì 22 marzo 2010
CALLIPO A TROPEA
DOMENICA 21 MARZO ALLE ORE 18.30: PIPPO CALLIPO A TROPEA INSIEME AI CANDIDATI DI IO RESTO IN CALABRIA PER LA PROVINCIA DI VIBO VALENTIA
Pippo Callipo, candidato alla Presidenza della Regione, incontra i cittadini e la stampa domani, domenica 21 marzo alle ore 18.30, presso l’Hotel Virgilio a Tropea. L’incontro è l’occasione per presentare le Linee Programmatiche del candidato Pippo Callipo sostenuto da Io Resto in Calabria, Idv, Radicali. Il sottotitolo delle Linee Programmatiche, che tuttavia rimarranno “aperte” fino al voto per i suggerimenti della società civile, è il seguente: “La Regione: da Ente di Gestione e Potere ad Ente di Sviluppo e Programmazione”. Si allega locandina dell’evento. Il presente comunicato vale come invito.
Domenica 21 marzo scelta dei libri per il premio Tropea
Domenica 21 marzo, alle 10:30 presso il Museo Diocesano di Tropea, il comitato tecnico-scientifico del Premio “Tropea” si riunirà pubblicamente per scegliere tra i 30 libri in concorso la terna che si disputerà la finale di luglio.
La giornata sarà occasione per parlare di libri e per ripercorrere la storia di un Premio giovane sì, ma di belle speranza davvero!
Numerosi gli ospiti, oltre alla presidente del Comitato Isabella Bossi Fedrigotti e ai giurati, chiamati ad intervenire:
Domenico Cersosimo, vicepresidente della Regione Calabria; Francesco De Nisi, presidente della Provincia di Vibo Valentia; Rosa Luzza, subcommissario straordinario del Comune di Tropea; Francesco Mangione, presidente dell’azienda Spi spa; Francesco Lucifero, presidente della Banca popolare del Mezzogiorno e Gianfranco Tarallo, presidente di Asmenet Calabria.
Conduttore è come sempre Pasqualino Pandullo, presidente dell’Accademia degli Affaticati e patron del Premio.
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Museo Diocesano di Tropea,
premio Tropea
venerdì 19 marzo 2010
Da Torino per sostenere Repice
«Se oggi Torino è una capitale europea lo deve al lavoro dei tanti calabresi, che con il proprio contribuito l'hanno resa grande. Senza di loro sarebbe rimasta una piccola città di provincia». Con queste parole 'Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e presidente nazionale dell'Anci, si è rivolto alla gente di Tropea che ha riempito, ieri sera, piazza Vittorio Veneto. Seduto al suo fianco, anche, Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino. Entrambi sono giunti a Tropea per manifestare il loro sostegno alla lista civica "Passione Tropea" e al suo candidato a sindaco Adolfo Repice, segretario generale del Comune torinese. Ad aprire l'incontro è stato lo stesso Repice che si è rivolto ai suoi due ospiti per strappare loro una chiara promessa. «Ho scelto di fare rientro a Tropea — ha chiarito Repice — per guidare questa città nel futuro. E per questo motivo vi chiedo di starmi vicino per- che ne ho bisogno». Poi, rivolgendosi a Chiamparino, ha aggiunto: «Siamo di fronte al migliore sindaco d'Italia. Che ha contratto debiti ma per realizzare opere. Ci sono, invece, altre situazioni in cui esistono solo i debiti». Nel ringraziare dell'invito e dell'accoglienza calorosa ricevuta, il primo cittadino di Torino ha raccontato alcuni episodi che, in 7 anni di lavoro insieme al suo segretario generale, sono serviti a far crescere la 'sua città. «È vero che il Comune di Torino ha debiti da pagare — ha detto Chiamparino — ma è altrettanto vero che abbiamo realizzato la prima linea metropolitana e organizzato le Olimpiadi, che sono state un evento che ha dato lustro all'Italia. In tutto questo Adolfo Repice è stato sempre presente e disponibile, sia umanamente che professionalmente, senza mai guardare l'orologio. Naturalmente sarò vicino a Tropea da presidente dell'Anci, come lo sono a tutti gli altri comuni d'Italia. Ma per Adolfo riserverò una particolare attenzione, per ringraziarlo di tutti questi anni di lavoro al mio fianco». Anche il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo ha parlato dei tanti studenti calabresi che frequentano il suo istituto: «Sono numerosi i ragazzi di questa regione presenti nella nostra scuola. Ci hanno dato tanto e noi ora dobbiamo restituire loro la ricchezza acquisita con una sorta di ponte virtuale». Profumo ha, quindi, parlato dei rapporti che il Politecnico ha instaurato, in questi anni, con le università calabresi. Tra questi, la copartecipazione ad un progetto che vede gli studenti torinesi e calabresi impegnati nella creazione di energia rinnovabile in Cina. «Per costruire un paese migliore — ha aggiunto Profumo — è necessario investire nella ricerca e nella formazione. Si tratta di due elementi fondamentali, anche, per un turismo di qualità a cui deve aspirare Tropea. Molti studenti e professori del Politecnico sono stati i progettisti delle più importanti infrastrutture italiane. Tra questi, un luminare della materia, un professore polacco, al quale ho chiesto il suo contributo per risolvere i problemi strutturali di questa città e mi ha garantito che ci sarà». Tra i presenti, Francesco De Nisi, presidente della Provincia di Vibo Valentia, ha chiesto a Chiamparino un particolare occhio rivolto ai comuni del Meridione. La serata si c conclusa con l'impegno di Repice di fare squadra. Di lavorare con i membri della sua lista e con tutti i cittadini. «Da domani — ha concluso Repice — sarò in mezzo alla gente. Se sarò eletto sindaco organizzerò, qui a Tropea, il prossimo consiglio dell'Anci a giugno».
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giovedì 18 marzo 2010
Confronto tra Repice e Vallone.
Un'occasione riuscita di confronto tra i due candidati a sindaco Gaetano Vallone e Adolfo Repice. La serata organizzata dall'Atos (Associazione tropeana operatori di stampa) si è svolta nella Biblioteca Comunale “Al - bino Lorenzo”, pienissima di persone interessate ad assistere allo storico faccia a faccia. Sulle questioni relative alla rupe, allo scoglio dell'isola e alle fiumare è intervenuto dapprima Gaetano Vallone che ha dichiarato di essere intenzionato, qualora vincesse le elezioni, ad affidare le delicate questioni come quella della rupe all'esperienza di tecnici e ha ricordato di aver percepito un finanziamento di 20 miliardi durante la sua amministrazione. Adolfo Repice ha replicato: «Affinchè si giunga alla soluzione definitiva di queste emergenze è necessario fare affidamento nelle capacità progettuali del Politecnico di Torino con il quale ha regolari contatti» (evidentemente nè l'Università della Calabria - segnatamente le facoltà di ingegneria ed architettura - nè, tanto meno, i professionisti che sforna sono all'altezza della situazione). Riguardo, invece, ai servizi come i depuratori e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, il candidato di “Passione Tropea” ha illustrato ai presenti la necessità che l'area del dismesso depuratore di Rocca Nettuno venga recuperata e adibita ad altri usi e che si provveda a rifare le condotte sottomarine del depuratore in località della Grazia, portandole a 15 metri di profondità. In merito alla gestione dei rifiuti l'attuale segretario generale del Comune di Torino ha evidenziato, come essendo segretario generale dell'Ato rifiuti della provincia di Torino, possa contribuire con la sua esperienza alla soluzione del problema. Gaetano Vallone, invece, dopo aver ricordato che l'attuale situazione nasce dall'operato delle amministrazioni succedutesi alla sua ha spiegato che i liquami del Centro storico e del lato nord della cittadina dovrebbero essere collettate al depuratore della Grazia e quelle del lato sud al nuovo depuratore Argani. Inoltre, il candidato primo cittadino di “Uniti per la rinascita” ha sottolineato come la revisione delle condotte sottomarine fosse tra le priorità assolute di chi non ha mantenuto questo impegno e ha poi definito storica la consegna del nuovo impianto. Si è giunti quindi ad affrontare la questione delle opere pubbliche. Su questo punto Vallone ha spiegato come Tropea abbia delle strutture scolastiche costruite durante le sue amministrazioni, ma che attualmente sono utilizzate da altri uffici. Dunque, la soluzione, secondo il già primo cittadino, potrebbe essere risolta con l'arrivo di nuovi fondi. Inoltre, ha esposto l'intenzione di realizzare un Centro congressi. Riguardo questi problemi Repice ha avanzato la possibilità di utilizzare un'importante sistema di finanziamento, quello del “leasing in costruendo” che permette al Comune di pagare l'opera a lavori conclusi, per i quali devono garantire imprese e banche. Invece, sulla realizzazione di centri congresso e di parcheggi sotterranei, Repice ha spiegato che possono essere realizzati grazie all'accordo con i privati. L'ultimo punto è stato quello della situazione finanziaria dell'ente e delle tanto paventate possibilità di dissesto su cui Vallone ha ricordato: «Io ho salvato il Comune dal dissesto e questa è una verità incontestabile. Inoltre, esistono oggettive difficoltà nella partecipazione a bandi che talvolta sono concepiti così male che non permettono a nessun comune della Calabria di parteciparvi ». Repice ha invece spiegato che Tropea non può più contrarre mutui e che la Giunta comunale dovrà approvare il Piano delle opere pubbliche le cui priorità saranno stabilite man mano dall'amministrazione che potrà e dovrà, se vuole realizzare tali opere, affidarsi ai privati. Al termine dell'incontro i candidati si sono impegnati entrambi, in caso di sconfitta, a garantire un'opposizione seria e costruttiva.
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mercoledì 17 marzo 2010
Le "mazzere" di Nino Valeri.
Il Giudice di Pace di Tropea con la sentenza n. 160/09 ha accolto l'istanza di un'automobilista incappato nei dissuasori del traffico condannando l'amministrazione comunale a risarcirlo di tutti i danni subiti, € 1.954,00, oltre spese legali. I dissuasori, bollate nel corso di un Consiglio comunale come "mazzare", costarono all'amministrazione comunale € 6.160,00 e rappresentano una dei più memorabili interventi sulla viabilità dell'allora assessore al traffico Valeri.
Come molti dei nostri lettori ricorderanno, il gruppo consiliare Identità in progress, con una lunga serie di interrogazioni, ne denunciò immediatamente la pericolosità chiedendone la rimozione perchè difformi rispetto ai requisiti richiesti dalle normativa del codice della strada. Dopo un lungo botta e risposta, l'amministrazione comunale fu costretta a prender atto della grave gaff e procedette alla loro rimozione che, tuttavia, avvenne solo dopo il consumarsi di una serie di sinistri stradali che costeranno all'amministrazione svariate migliaia di euro.
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Come molti dei nostri lettori ricorderanno, il gruppo consiliare Identità in progress, con una lunga serie di interrogazioni, ne denunciò immediatamente la pericolosità chiedendone la rimozione perchè difformi rispetto ai requisiti richiesti dalle normativa del codice della strada. Dopo un lungo botta e risposta, l'amministrazione comunale fu costretta a prender atto della grave gaff e procedette alla loro rimozione che, tuttavia, avvenne solo dopo il consumarsi di una serie di sinistri stradali che costeranno all'amministrazione svariate migliaia di euro.
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martedì 16 marzo 2010
Mazzette a Tropea
Le "mazzere" di Nino Valeri, arrivano le prime condanne per il Comune di Tropea. Il Giudice di Pace di Tropea con la sentenza n. 160/09 ha accolto l'istanza di un'automobilista incappato nei dissuasori del traffico condannando l'amministrazione comunale a risarcirlo di tutti i danni subiti, € 1.954,00, oltre spese legali.
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lunedì 15 marzo 2010
Frana la rupe di Tropea.
Una pericolosa frana si è staccata dalla rupe sulla quale si erge la cittadina tirrenica. Il crollo di diversi massi è avvenuto nella serata di giovedì intorno alle 20,40 per riversarsi in un punto del lungomare cittadino adiacente l'ingresso del camping “Marina del Convento”. Un’ingente quantità di materiale tufaceo è venuta giù in seguito alle precipitazioni dei giorni scorsi che hanno ulteriormente appesantito e indebolito la roccia. Per un grande colpo di fortuna, si può dire anche un miracolo, nessuno si trovava nei pressi della zona interessata dall'evento franoso. Sul luogo della frana si sono prontamente recati, allertati da una telefonata di segnalazione, i volontari della Protezione Civile, coordinati da Antonio Piserà, e i carabinieri della Compagnia di Tropea che hanno provveduto a transennare l’area e ad inibirla al traffico veicolare e pedonale. Il luogo colpito è lo stesso in cui nel Settembre 2007 si è verificata una frana all'incirca della stessa entità ed in seguito alla quale il sindaco pro tempore ha provveduto a far costruire un muro in cemento armato per scongiurare il rischio che altri crolli arrecassero ulteriori danni alla zona e mettessero in serio pericolo l'incolumità di coloro che vi transitavano. Purtroppo questa volta il crollo ha interessato anche una parte del lungomare non delimitata dal muro rischiando davvero di creare seri danni. Una cittadina residente in una villetta che si trova proprio sopra della parte di rupe pericolante è stata sfollata per motivi precauzionali poiché i bollettini e le allerte facevano presagire il rischio di altri eventi franosi. Inoltre, proprio nella parte monitorata costantemente dai tecnici insiste un enorme masso che minaccia di cadere da un momento all’altro. Nella mattina di ieri i tecnici dell'ufficio tecnico comunale hanno effettuato un sopralluogo per verificare l'agibilità dell'edificio sfollato. Sul posto si sono recati anche i vigili del fuoco per determinare le procedure di intervento al fine di mettere in sicurezza la parte interessata frequentemente da tali crolli. Le prime rilevazioni degli esperti hanno determinato la decisione di confermare l’interdizione dello stabile pericolante e del tratto di lungomare interessato fino al lido Calipso poiché sono previsti altri crolli. Inoltre, nel corso dei prossimi giorni saranno programmati interventi al fine di rimuovere i massi che sono sul punto di cadere. I commissari Giovanni Cirillo e Maria Rosaria Luzza hanno provveduto a trasmettere la richiesta di ulteriori interventi alla Protezione Civile, alla Provincia, alla Regione e all’Autorità di Bacino che ha peraltro già in itinere un progetto di messa in sicurezza della parte di rupe interessata. L’ennesima emergenza territoriale dunque per una cittadina che ha già pendenti tante emergenze. Tropea è un vero e proprio cantiere che si spera possa essere dismesso in vista della stagione estiva.
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venerdì 12 marzo 2010
Pericolo Amianto alle Poste di Briatico in provincia di Vibo Valentia
Ufficio Postale di Briatico, i piccoli adesivi esposti passano quasi inosservati, sono poco leggibili per potersi definire avvisi e sembrano, per restare in tema, dei francobolli... ma fortunatamente qualcuno ha pensato bene di fotocopiarli e di ingrandirli in formato A4 e di affiggerli anche nell'area clienti, per renderli visibili anche al pubblico.
L'invito dei controllori delle Poste ai dipendenti dell'ufficio, attraverso questi "adesivi avviso" è quello di lesionare il meno possibile le pareti dell'edificio, evitando perforazioni e sbriciolamenti. Utenti e dipendenti ora sanno cosa c'è dentro quelle pareti postali, quale materiale si nasconda. Ed esplode il "caso amianto" anche all'ufficio postale di Briatico.
L'altra mattina molti utenti, in attesa di sbrigare affari di sportello, si sono accorti del messaggio, si sono allarmati ed hanno chiesto informazioni più dettagliate sulla reale situazione dell'ufficio Postale. La comparsa in sede di una scritta (ripetiamo, di pochi centimetri e poco leggibile) che annunciava il pericolo e la presenza di questo pericolosissimo materiale nell'intera struttura era passato inosservato a molti, per lo più indaffarati ad eseguire versamenti, ad effettuare spedizioni di corrispondenza o intenti alla compilazione dei moduli di bollette di pagamento e a non perdere la priorità nel seguire le interminabili file.
L'ufficio postale di Briatico, a quanto si è capito, rientrerebbe tra gli sportelli calabresi ancora da bonificare dall'amianto. Ricordiamo comunque che il materiale denominato amianto di per sé non è pericoloso, diventa però letale quando deteriorato, polverizzato e quando queste polveri entrano in contatto con i polmoni di uomini e animali.
Gli utenti del servizio postale (ma il fatto interesserà anche i dipendenti che passano tante ore di lavoro all'interno dell'ufficio) chiedono a questo punto che si faccia chiarezza sulla questione e che si avvii nel breve periodo una indagine conoscitiva da parte dell'Arpacal sullo stato ambientale della struttura, che in molti punti appare danneggiata dall'usura del tempo e dalle frequentazioni dei briaticesi e, dopo la chiusura della sede di San Costantino, anche degli abitanti dei paesi viciniori.
Lo chiedono anche alcune delle numerose famiglie che abitano nei dintorni dell'ufficio postale di via Cocca nuova. La storia dell’amianto nelle Poste è uguale a quella che purtroppo quotidianamente vivono in Italia, tanti lavoratori e tanti cittadini che un bel giorno della loro vita hanno scoperto, nella maniera più drammatica, di lavorare o abitare in uffici e case piene d’amianto.
Secondo alcuni esperti la presenza di materiali contenenti amianto nei pannelli perimetrali e in quelli divisori in un ufficio postale (come nel caso di Briatico) non comporta, di per sé, che esista un pericolo per la salute degli occupanti. I rischi potrebbero arrivare con interventi che dipendono dall’imprevedibilità (es.: lavori di manutenzione degli impianti elettrici, istallazione e manutenzione di impianti di condizionamento e di riscaldamento, ma anche furti con scasso o rapine) e, quindi, dalla probabilità del danneggiamento del materiale.
Sull'esperienza di tante altre sedi delle poste che avevano lo stesso problema sono due le possibili soluzioni che si prospettano all'orizzonte, e tutte e due molto costose: o “demiantalizzare” o “incapsulare” l'intera struttura.
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L'invito dei controllori delle Poste ai dipendenti dell'ufficio, attraverso questi "adesivi avviso" è quello di lesionare il meno possibile le pareti dell'edificio, evitando perforazioni e sbriciolamenti. Utenti e dipendenti ora sanno cosa c'è dentro quelle pareti postali, quale materiale si nasconda. Ed esplode il "caso amianto" anche all'ufficio postale di Briatico.
L'altra mattina molti utenti, in attesa di sbrigare affari di sportello, si sono accorti del messaggio, si sono allarmati ed hanno chiesto informazioni più dettagliate sulla reale situazione dell'ufficio Postale. La comparsa in sede di una scritta (ripetiamo, di pochi centimetri e poco leggibile) che annunciava il pericolo e la presenza di questo pericolosissimo materiale nell'intera struttura era passato inosservato a molti, per lo più indaffarati ad eseguire versamenti, ad effettuare spedizioni di corrispondenza o intenti alla compilazione dei moduli di bollette di pagamento e a non perdere la priorità nel seguire le interminabili file.
L'ufficio postale di Briatico, a quanto si è capito, rientrerebbe tra gli sportelli calabresi ancora da bonificare dall'amianto. Ricordiamo comunque che il materiale denominato amianto di per sé non è pericoloso, diventa però letale quando deteriorato, polverizzato e quando queste polveri entrano in contatto con i polmoni di uomini e animali.
Gli utenti del servizio postale (ma il fatto interesserà anche i dipendenti che passano tante ore di lavoro all'interno dell'ufficio) chiedono a questo punto che si faccia chiarezza sulla questione e che si avvii nel breve periodo una indagine conoscitiva da parte dell'Arpacal sullo stato ambientale della struttura, che in molti punti appare danneggiata dall'usura del tempo e dalle frequentazioni dei briaticesi e, dopo la chiusura della sede di San Costantino, anche degli abitanti dei paesi viciniori.
Lo chiedono anche alcune delle numerose famiglie che abitano nei dintorni dell'ufficio postale di via Cocca nuova. La storia dell’amianto nelle Poste è uguale a quella che purtroppo quotidianamente vivono in Italia, tanti lavoratori e tanti cittadini che un bel giorno della loro vita hanno scoperto, nella maniera più drammatica, di lavorare o abitare in uffici e case piene d’amianto.
Secondo alcuni esperti la presenza di materiali contenenti amianto nei pannelli perimetrali e in quelli divisori in un ufficio postale (come nel caso di Briatico) non comporta, di per sé, che esista un pericolo per la salute degli occupanti. I rischi potrebbero arrivare con interventi che dipendono dall’imprevedibilità (es.: lavori di manutenzione degli impianti elettrici, istallazione e manutenzione di impianti di condizionamento e di riscaldamento, ma anche furti con scasso o rapine) e, quindi, dalla probabilità del danneggiamento del materiale.
Sull'esperienza di tante altre sedi delle poste che avevano lo stesso problema sono due le possibili soluzioni che si prospettano all'orizzonte, e tutte e due molto costose: o “demiantalizzare” o “incapsulare” l'intera struttura.
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giovedì 11 marzo 2010
Voterò Gaetano Vallone
Tropea è allo sbando più completo questa è la verità, l´ultima amministrazione sia pur breve, era così presa dai litigi interni che ha disfatto il poco di buono che ancora permaneva dall´ultima gestione amministrativa Vallone.
Siamo chiamati ad una scelta che inciderà profondamente sul nostro futuro; una scelta tra il "già visto" e l'ignoto, tra Gaetano Vallone e Adolfo Repice. Tropea sta morendo ripiegata su se stessa, l´anarchia regna sovrana, le regole non esistono piu´, la spazzatura ci sta sommergendo, il vivere civile è ormai divenuto una chimera. Lo sbando è assolutamente paragonabile a quello che esisteva nel lontano 1993, quando una Tropea senza regole e male amministrata da decenni si avviava lentamente, come un malato terminale, a vivere i suoi ultimi giorni da località turistica. Una Tropea che, è bene ricordarlo, aveva già vissuto e visto svanire il boom del turismo d´elite degli anni '70, e aveva anche attraversato il fenomeno del turismo di massa, un turismo povero certo, ma che comunque in qualche modo riusciva a dare sostegno alle famiglie tropeane. A Tropea ormai con la stagione estiva si sopravviveva a stento, il boom che da fine anni ´60 aveva reso Tropea una meta ricercata tra le località turistiche d´Italia grazie al suo mare e al sole che ci consentiva una eterna primavera, stava esalando i suoi ultimi respiri.
Poi nel Novembre ´93 , con l´avvento del maggioritario, avvenne il "fattaccio". Gaetano VALLONE ex assessore alle annone ed ex bandiera dell´M.S.I., da qualche anno ormai esclusivamente dedito alla sua professione, decide di tornare in campo, scendendo in lizza quale candidato a sindaco di Tropea, alla testa di una lista civica.
Quel ´93 lo ricordo ancora come un momento che per chi l´ha vissuto ha rappresentato un momento di storia. Il voto dei tropeani, incatenato da decenni di clientelismo e basato sul patriarcato, tornò libero.
Nelle famiglie i giovani scelsero liberamente chi votare in barba alle indicazioni dei "patriarchi", la gente comune, che per qualche piccolo favore era stata incatenata al politico di turno per anni, scelse liberamente e un plebiscito accompagnò la prima elezione di Gaetano Vallone quale sindaco di Tropea.
A raccontarla così sembra quasi un evento epico, eppure fu questo che accadde, fu ciò che vissi io e tutti coloro che come me ricordano quegli anni. Dopo aver toccato il fondo i tropeani, per la prima volta a mia memoria, osarono alzare la testa ed in un impeto di orgoglio e in un folgorante momento d' amore per la propria città misero Tropea innanzi a se stessi e il risultato fu che le campane suonarono a festa e il suono di quelle campane portarono Tropea a nuova vita. Questa non e´ retorica, non fosse altro perché il simbolo di quella lista erano le campane e quando la lista vinse i tropeani marciarono realmente al suono delle campane.
E così la bella fiaba sembrò realizzarsi, ma ancora non siamo arrivati all´epilogo, questo è giusto l´inizio, giacché, passato il momento dell´euforia per una vittoria inizialmente inaspettata, come in ogni fiaba che si rispetti, iniziano i primi grossi problemi: all´esame del bilancio ci si rende conto che forse quell´amministrazione appena eletta e con tanto entusiasmo pronta ad intraprendere un nuovo
percorso, rischiava già di esalare i suoi ultimi respiri. Una parola pesante più di un macigno, anzi di un'intera montagna stava per interrompere la speranza: Dissesto!
Il dissesto avrebbe comportato una serie di conseguenze che taluni ignorano, ma di una gravità inaudita: dalla rideterminazione della pianta organica e messa in mobilità del personale in ragione della popolazione e della fascia demografica di appartenenza, all´eliminazione dei servizi non necessari, all´aumento e al recupero coatto dei tributi, all´alienazione di quella parte del patrimonio disponibile non strettamente necessaria all´esercizio delle funzioni istituzionali e via dicendo. Tra l´altro la richiesta del dissesto era fissata da precisi oneri di legge, per cui, a parte altre conseguenze, gli amministratori non dichiarandolo rispondevano in proprio. Eppure Gaetano Vallone si assunse la grave responsabilità di non dichiararlo e iniziò a lavorare per cercare di rimettere in sesto le casse comunali (forse non c´erano nemmeno le casse, giacchè chi lo aveva preceduto forse si era venduto anche quelle).
Il primo atto di quella amministrazione fu dunque l´assumersi una gravissima responsabilità, che credo pochi si sarebbero assunti. Non voglio tediarvi con una cronistoria dell´opera di Gaetano Vallone, ma
essendo stato il momento iniziale, uno dei momenti più significativi dell´amministrazione Vallone, per chi non ha vissuto quei periodi e oggi parla con leggerezza di determinati momenti, è bene rammentarlo.
Quindi, l´amministrazione Vallone si insediò con un bilancio assolutamente 'in rosso' e con la possibilità di fare poco o nulla, eppure anche in questo sta il grande merito di Gaetano Vallone, impossibilitato ad operare per iniziare quelle opere di ampio respiro, che avrebbero riqualificato Tropea e che poi realizzerà nel corso di 10 anni di amministrazione. Sfruttò al meglio le limitate risorse che aveva, e, per la prima volta, una Tropea, abituata "all´anarchia" da chi lo aveva preceduto, si trovo´ a doversi confrontare con delle regole certe. Io ritengo che questo è il più grande merito di Gaetano Vallone, forse ancora maggiore della grave responsabilità che si assunse nel non dichiarare il dissesto: l´aver avuto il coraggio di imporre regole certe, la forza di non farsi condizionare nell´applicazione delle stesse e l´autorità per farle rispettare. Sono le regole che consentono il vivere civile nel rispetto delle esigenze di tutti, regole che però, Tropea non aveva mai avuto. Sembra una barzelletta asserire che l´aver imposto delle regole sia un grande merito, ma solo per chi non ha vissuto il prima, e, consentitemi, in parte, anche il dopo Vallone. Anche se sembra paradossale per chi oggi legge, Tropea era una novella frontiera, un nuovo West americano, in cui chi ne aveva la forza si prendeva ciò che preferiva e gli altri si dovevano adeguare. Sto esagerando? Chiedetelo ai cittadini che ormai non più tanto giovani ricordano quei tempi; chiedetegli della cementificazione selvaggia e senza regole, che ha deturpato irrimediabilmente il territorio, chiedete loro come si era costretti a prostituirsi al politico di turno per avere solo ciò che spettava; chiedete ai giovani di allora quali erano le speranze per il proprio futuro, ognuno di noi parlava di partire e crearsi un futuro lontano da Tropea perché non c´erano prospettive.
Eppure bastarono poche "piccole" cose, per chi giudica oggi senza tenere in considerazione la realta´ socio-economica dell´epoca, per cambiare definitivamente volto a Tropea e consentirgli di riprendere a fare turismo, risollevando un´economia ormai impoverita in cui il turismo, che per 20 anni spontaneamente aveva contribuito a far crescere Tropea, stava irrimediabilmente svanendo.
Caro Gaetano, tu sei il sindaco "della spazzatura", consentimelo da tuo sostenitore in questa campagna elettorale, lo dico con orgoglio, perche´ riuscisti a spazzare via quella spazzatura che, prima di te e dopo che te ne andasti, nessun altro era ed è riuscito a rimuovere e che oggi ci sta ancora soffocando; tu fosti quello che aprì i pozzi che esistevano ma erano tenuti chiusi e ridonasti acqua a Tropea; tu sei quello che si preoccupò di turare i buchi che facevano delle strade di Tropea la pubblicità ideale al "groviera",; tu sei quello che regolando gli spazi pubblici, creasti finalmente un minimo d' ordine in una città nel caos, consentendo a ciascuno di lavorare nel rispetto degli altri; tu sei quello che con poche "piccole" cose sei riuscito a rilanciare quella Tropea, che nel corso degli anni a venire sarebbe stata un esempio da seguire, raggiungendo una serie importante di traguardi, che nessun altro, prima e dopo di te, è riuscito a raggiungere.
Questi sono i tuoi grandi meriti, più ancora delle opere pubbliche, che sarebbero rimaste cattedrali nel deserto senza la tua abnegazione e la tua perseveranza nell´occuparti delle "piccole" cose, della cosiddetta ordinaria amministrazione di cui tutti oggi si riempiono la bocca ma che nessuno era prima ed è riuscito a garantire dopo che lasciasti la carica.
Caro sindaco "della spazzatura", Tropea ha ancora bisogno di pulizia, ad ogni livello e tu hai gia dimostrato di poterla garantire. I 4 anni di tua assenza siamo tornati indietro di 15 anni amministrativamente e, come nel ´93, c'è, ancora bisogno dell´entusiasmo di un giovane signore di oltre 70 anni, che con la sua abnegazione e la sua voglia di fare, riporti Tropea agli antichi fasti con i fatti e non con le tante parole di cui tutti, in questi giorni frenetici di campagna elettorale, si riempiono la bocca.
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lunedì 8 marzo 2010
ASTRONOMIA E METEOROLOGIA DEI PESCATORI DI TROPEA
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Ancora campagna elettorale a Tropea.
In questa primo scorcio di compagna elettorale alcuni tra i più importanti esponenti della lista avversaria hanno, con diverse formule, tacciato la nostra di essere quella dell’ordinaria amministrazione apostrofando il Prof. Gaetano Vallone come il “Sindaco della spazzatura”.
Ebbene, pochi giorni or sono, con una nota inviata alla stampa, ho chiarito i motivi per i quali il Pdl ha deciso di affidarsi a Gaetano Vallone mettendo in risalto i risultati conseguiti dalle amministrazioni a sua guida, traguardi che sono andati ben al di là dell’ordinario e che hanno portato la nostra Tropea, grazie ai riconoscimenti nazionali ed internazionali conseguiti, nell’olimpo del turismo internazionale d’eccellenza.
Ebbene, pochi giorni or sono, con una nota inviata alla stampa, ho chiarito i motivi per i quali il Pdl ha deciso di affidarsi a Gaetano Vallone mettendo in risalto i risultati conseguiti dalle amministrazioni a sua guida, traguardi che sono andati ben al di là dell’ordinario e che hanno portato la nostra Tropea, grazie ai riconoscimenti nazionali ed internazionali conseguiti, nell’olimpo del turismo internazionale d’eccellenza.
venerdì 5 marzo 2010
'Vicende religiose di Zambrone' il nuovo libro di Corrado L'Andolina
Sono solo cinquanta pagine ma sono vere e proprie "pagine-tesoro" per il paese di Zambrone e per le sue frazioni, un contenitore di tante memorie che erano, ormai da anni, rimaste sepolte in polverosi manoscritti ecclesiastici. Corrado Antonio L'Andolina ha risolcato l'antico tratto della scrittura, aiutato da Don Giuseppe Blasi (nella traduzione), da Teresa Blasi (nella trascrizione) e da Francesco Alleva per i complessi rilievi fotografici, per recuperare racconti e informazioni tramandati ai posteri attraverso altro segno sulla carta. Carte vecchie, ingiallite dal tempo, scrittura indecifrabile ai più, dati e cose da dire che, all'apparenza, sembrano poco interessanti ma che, in effetti, sono sempre trasmissione nel futuro di un "qualcosa da dire".
giovedì 4 marzo 2010
Le origini di Tropea
Le più antiche testimonianze umane rinvenute nel territorio di Tropea risalgono al neolitico. Grazie agli scavi di inizio Novecento effettuati a seguito di un restauro nella Cattedrale e poi agli scavi degli anni Settanta della Soprintendenza archeologica della Calabria, sappiamo di uno stabile insediamento umano nell'area intorno alla chiesa che aveva invece una necropoli nei pressi della stazione ferroviaria.
Questo insediamento è collocabile tra l'età del Bronzo medio e la prima età del Ferro (XVI-IX secc. a.C.). I pithoi funerari, le incinerazioni proto-villanoviane e le inumazioni a fossa rilevate dal Foti testimoniano la continuità dell'insediamento attraverso i secoli. La necropoli proto-villanoviana scoperta invece nel 1962 nei pressi del vallone dell'Annunziata avrebbe, secondo la De Sensi, connotazioni Ausoni.
lunedì 1 marzo 2010
Un sindaco d'esperienza per la "capitale" del turismo
Sono due le liste elettorali che si sfideranno per la conquista di palazzo Sant'Anna. Esattamente tra un mese, i cittadini di Tropea saranno chiamati alle urne dopo un periodo di commissariamento dell'Ente locale, che, in seguito alla caduta della Giunta Euticchio, ha visto i commissari Giovanni Cirillo e Maria Rosaria Luzza guidare il paese. Secondo gli ultimi dati ufficiali gli aventi diritto al voto, compresi quindi i cittadini all'estero, sono 6mila 543. A giungere per primo all'ufficio elettorale, venerdì sera, il candidato a sindaco Gaetano Vallone. In tarda serata, infatti, ha presentato la sua lista civica "Uniti per la rinascita con Vallone Sindaco". Con un simbolo che ha lo sfondo del santuario dell'Isola, emblema della città, con la fenice che aiuta Tropea a risorgere dalle ceneri. Ieri mattina, invece, il candidato a sindaco Adolfo Repice si è presentato in Municipio con in mano le 16 candidature per la sua lista civica "Passione Tropea — Repice Sindaco".
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