TROPEA VACANZE VIP


lunedì 29 marzo 2010

Il sindaco sfida la mafia

La provincia di Vibo Valentia avrebbe bisogno di tanti Gaetano Vallone per uscire dalla morsa in cui sono caduti molti comuni toccati dall'effetto mafia. Per chi non lo sapesse Gaetano Vallone, 62 anni, insegnante in pensione, vecchia ed intramontabile bandiera del Msi di Giorgio Almirante, è il sindaco di Tropea, la città più turistica del versante tirrenico calabrese. Guida dal novembre '93 una giunta eterogenea. aperta alla collaborazione di chiunque avverte la sensibilità di adoperarsi per lo sviluppo socio-economico ed occupazionale di Tropea. Forse conserva, e non soltanto tra i ricordi più cari, nel cuore, lo splendore della vecchia fiamma tricolore, ma in realtà è un sindaco moderno. L'esperienza maturata tra i banchi dell'opposizione con altre bandiere del Msi di ieri, come Totò Sposaro. lo hanno portato ad acquisire una maturità che oggi Vallone mette, incondizionatamente, a disposizione dei suoi concittadini. Sposando la cultura del servizio è diventato il sindaco di tutti, anche dei suoi avversari politici. Questo perché nel momento si è posto a capo di una lista civica "incolore" ha promesso alla popolazione che Tropea doveva tornare ad essere quella cara a Pasquale Galluppi prima, a Raf Vallone dopo e a Maurizio Calvesi. Lorenzo Albino successivamente. Patto mantenuto. Gaetano Vallone da due anni e più conduce l'operazione "Tropea città pulita". Lo sta facendo con grande umiltà, senso del dovere, piena responsabilità, avvalendosi della preziosa collaborazione di una giunta attiva e consapevole del ruolo che Tropea occupa nello scacchiere turistico della Calabria. Mantenere una città ad alta vocazione turistica, in una realtà meridionale (ed è quanto dire), pulita, disciplinata, sotto il severo controllo della Amministrazione comunale non è facile e Io si può anche comprendere. Vallane ci sta riuscendo e nonostante sia un personaggio schivo di notorietà e passerelle va avanti per la sua strada anche con il consenso degli ospiti illustri di Tropea: i vacanzieri: Molti di loro sono tornati a Tropea, dopo anni di lontananza. perché è stato riferito loro che Tropea era diventata nuovamente vivibile e che era tornato a risplendere il suo fascino. Ma Gaetano Vallone, ch:. per i suoi provvedimenti continua a rischiare l'impopolarità tra gli interessati, ha deciso di diventare un sindaco scomodo. Adesso lo ha attaccato la mafia. Per i parcheggi, assegnati all'Aci di Catanzaro e rifiutati da quest'ultima pare per presunte minacce da parte della stessa delinquenza organizzata. "Resteranno liberi, incustoditi - risponde Vallone a chi gli chiede chi gestirà adesso i parcheggi - perché io alla mafia non li consegno!"
Sindaco, lei ha paura della mafia? "
Mi piego ma non mi spezzo. I gesti intimidatori di questi ultimi giorni hanno rappresentato per me una iniezione ricostituente. Aumenterò il mio impegno sul fronte antimafia".
Lei ha ottenuto l'immediata solidarietà di sindaci, parlamentari (Saverio Di Bella e Mimmo Basile), di semplici cittadini. di associazioni, ma soprattutto dai turisti presenti a Tropea?"
Sono gesti apprezzati e che mi inorgogliscono. io sono al servizio dei cittadini. mi attivo per rendere loro graditi i servizi. Operiamo per produrre occupazione e fare entrare soldi nelle casse-dei nostri operatori turistici però tutto questo lo facciamo per rendere gradevole e confortevole il soggiorno dei nostri ospiti con i quali andiamo perfezionando una rapporto sempre più amicale e di forte simpatia.
Per qualche momento la risposta di Vallone ci è sembrata diretta a quel tal collega Corrado Zanetti che il 27 giugno scorso, sul quotidiano "Alto Adige", ha dipinto la Calabria come terra di nessuno, ammonendo chi avesse intenzione di superare la Lucania a non fare la fine del 'povero Nicholas Green.
Bacchettata a dovere dal Presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Raffaele Nicolò, Corrado Zanetti ed il suo direttore hanno chiesto scusa.
Per il momento se la sono cavata così.
Ma torniamo a Vallone e alla sua operazione "Tropea città pulita".
Sindaco a Tropea i commercianti pagano il pizzo. Il racket dell'estorsione è in aumento. Però nessuno parla.
"Devo confessarle che nessuno, ufficialmente, è venuto mai a denunciare questo tipo di crimine. Io ritengo che nei fatti il fenomeno è ben radicato. Ne ho fatto denuncia sia al Prefetto Capriulo quanto al Questore Malvano. Altro non posso dire".
La riunione del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico quale garanzia le ha fornito per rendere concreto l'impegno antimafia?
"Innanzitutto che la presenza dello Stato c'è. Che occorre potenziare il raccordo tra Stato, Istituzioni e Forze dell'Ordine".
Lei è già stato definito dai turisti ospiti di Tropea "sindaco coraggio". Pensa di mettere in ginocchio il fenomeno mafioso?
"Una prima risposta che certamente incoraggerà ad andare avanti e a diffondere ulteriore fiducia tra i cittadini è prevista tra non molto. Stiamo attendendo la conclusione delle indagini".
Lei pensa che tutto quanto accaduto giova per la stagione 1996?
"Io concordo con il Prefetto Capriulo. La situazione non è allarmante. Certo dobbiamo continuare a far rispettare le leggi, sia negli appalti, nella concessione dei suoli e nelle autorizzazioni varie.
La provincia di Vibo Valentia ha in Tropea il suo caposaldo turistico. La gente dovrà venire a Tropea a prezzi competitivi e con il meglio dei servizi a disposizione. È questo il messaggio che mi sento di fare ringraziando fin d'ora quanti vorranno onorarci del loro soggiorno nella nostra città".



www.calabriaonline.com

Nessun commento:

Posta un commento