Tropea è allo sbando più completo questa è la verità, l´ultima amministrazione sia pur breve, era così presa dai litigi interni che ha disfatto il poco di buono che ancora permaneva dall´ultima gestione amministrativa Vallone.
Siamo chiamati ad una scelta che inciderà profondamente sul nostro futuro; una scelta tra il "già visto" e l'ignoto, tra Gaetano Vallone e Adolfo Repice. Tropea sta morendo ripiegata su se stessa, l´anarchia regna sovrana, le regole non esistono piu´, la spazzatura ci sta sommergendo, il vivere civile è ormai divenuto una chimera. Lo sbando è assolutamente paragonabile a quello che esisteva nel lontano 1993, quando una Tropea senza regole e male amministrata da decenni si avviava lentamente, come un malato terminale, a vivere i suoi ultimi giorni da località turistica. Una Tropea che, è bene ricordarlo, aveva già vissuto e visto svanire il boom del turismo d´elite degli anni '70, e aveva anche attraversato il fenomeno del turismo di massa, un turismo povero certo, ma che comunque in qualche modo riusciva a dare sostegno alle famiglie tropeane. A Tropea ormai con la stagione estiva si sopravviveva a stento, il boom che da fine anni ´60 aveva reso Tropea una meta ricercata tra le località turistiche d´Italia grazie al suo mare e al sole che ci consentiva una eterna primavera, stava esalando i suoi ultimi respiri.
Poi nel Novembre ´93 , con l´avvento del maggioritario, avvenne il "fattaccio". Gaetano VALLONE ex assessore alle annone ed ex bandiera dell´M.S.I., da qualche anno ormai esclusivamente dedito alla sua professione, decide di tornare in campo, scendendo in lizza quale candidato a sindaco di Tropea, alla testa di una lista civica.
Quel ´93 lo ricordo ancora come un momento che per chi l´ha vissuto ha rappresentato un momento di storia. Il voto dei tropeani, incatenato da decenni di clientelismo e basato sul patriarcato, tornò libero.
Nelle famiglie i giovani scelsero liberamente chi votare in barba alle indicazioni dei "patriarchi", la gente comune, che per qualche piccolo favore era stata incatenata al politico di turno per anni, scelse liberamente e un plebiscito accompagnò la prima elezione di Gaetano Vallone quale sindaco di Tropea.
A raccontarla così sembra quasi un evento epico, eppure fu questo che accadde, fu ciò che vissi io e tutti coloro che come me ricordano quegli anni. Dopo aver toccato il fondo i tropeani, per la prima volta a mia memoria, osarono alzare la testa ed in un impeto di orgoglio e in un folgorante momento d' amore per la propria città misero Tropea innanzi a se stessi e il risultato fu che le campane suonarono a festa e il suono di quelle campane portarono Tropea a nuova vita. Questa non e´ retorica, non fosse altro perché il simbolo di quella lista erano le campane e quando la lista vinse i tropeani marciarono realmente al suono delle campane.
E così la bella fiaba sembrò realizzarsi, ma ancora non siamo arrivati all´epilogo, questo è giusto l´inizio, giacché, passato il momento dell´euforia per una vittoria inizialmente inaspettata, come in ogni fiaba che si rispetti, iniziano i primi grossi problemi: all´esame del bilancio ci si rende conto che forse quell´amministrazione appena eletta e con tanto entusiasmo pronta ad intraprendere un nuovo
percorso, rischiava già di esalare i suoi ultimi respiri. Una parola pesante più di un macigno, anzi di un'intera montagna stava per interrompere la speranza: Dissesto!
Il dissesto avrebbe comportato una serie di conseguenze che taluni ignorano, ma di una gravità inaudita: dalla rideterminazione della pianta organica e messa in mobilità del personale in ragione della popolazione e della fascia demografica di appartenenza, all´eliminazione dei servizi non necessari, all´aumento e al recupero coatto dei tributi, all´alienazione di quella parte del patrimonio disponibile non strettamente necessaria all´esercizio delle funzioni istituzionali e via dicendo. Tra l´altro la richiesta del dissesto era fissata da precisi oneri di legge, per cui, a parte altre conseguenze, gli amministratori non dichiarandolo rispondevano in proprio. Eppure Gaetano Vallone si assunse la grave responsabilità di non dichiararlo e iniziò a lavorare per cercare di rimettere in sesto le casse comunali (forse non c´erano nemmeno le casse, giacchè chi lo aveva preceduto forse si era venduto anche quelle).
Il primo atto di quella amministrazione fu dunque l´assumersi una gravissima responsabilità, che credo pochi si sarebbero assunti. Non voglio tediarvi con una cronistoria dell´opera di Gaetano Vallone, ma
essendo stato il momento iniziale, uno dei momenti più significativi dell´amministrazione Vallone, per chi non ha vissuto quei periodi e oggi parla con leggerezza di determinati momenti, è bene rammentarlo.
Quindi, l´amministrazione Vallone si insediò con un bilancio assolutamente 'in rosso' e con la possibilità di fare poco o nulla, eppure anche in questo sta il grande merito di Gaetano Vallone, impossibilitato ad operare per iniziare quelle opere di ampio respiro, che avrebbero riqualificato Tropea e che poi realizzerà nel corso di 10 anni di amministrazione. Sfruttò al meglio le limitate risorse che aveva, e, per la prima volta, una Tropea, abituata "all´anarchia" da chi lo aveva preceduto, si trovo´ a doversi confrontare con delle regole certe. Io ritengo che questo è il più grande merito di Gaetano Vallone, forse ancora maggiore della grave responsabilità che si assunse nel non dichiarare il dissesto: l´aver avuto il coraggio di imporre regole certe, la forza di non farsi condizionare nell´applicazione delle stesse e l´autorità per farle rispettare. Sono le regole che consentono il vivere civile nel rispetto delle esigenze di tutti, regole che però, Tropea non aveva mai avuto. Sembra una barzelletta asserire che l´aver imposto delle regole sia un grande merito, ma solo per chi non ha vissuto il prima, e, consentitemi, in parte, anche il dopo Vallone. Anche se sembra paradossale per chi oggi legge, Tropea era una novella frontiera, un nuovo West americano, in cui chi ne aveva la forza si prendeva ciò che preferiva e gli altri si dovevano adeguare. Sto esagerando? Chiedetelo ai cittadini che ormai non più tanto giovani ricordano quei tempi; chiedetegli della cementificazione selvaggia e senza regole, che ha deturpato irrimediabilmente il territorio, chiedete loro come si era costretti a prostituirsi al politico di turno per avere solo ciò che spettava; chiedete ai giovani di allora quali erano le speranze per il proprio futuro, ognuno di noi parlava di partire e crearsi un futuro lontano da Tropea perché non c´erano prospettive.
Eppure bastarono poche "piccole" cose, per chi giudica oggi senza tenere in considerazione la realta´ socio-economica dell´epoca, per cambiare definitivamente volto a Tropea e consentirgli di riprendere a fare turismo, risollevando un´economia ormai impoverita in cui il turismo, che per 20 anni spontaneamente aveva contribuito a far crescere Tropea, stava irrimediabilmente svanendo.
Caro Gaetano, tu sei il sindaco "della spazzatura", consentimelo da tuo sostenitore in questa campagna elettorale, lo dico con orgoglio, perche´ riuscisti a spazzare via quella spazzatura che, prima di te e dopo che te ne andasti, nessun altro era ed è riuscito a rimuovere e che oggi ci sta ancora soffocando; tu fosti quello che aprì i pozzi che esistevano ma erano tenuti chiusi e ridonasti acqua a Tropea; tu sei quello che si preoccupò di turare i buchi che facevano delle strade di Tropea la pubblicità ideale al "groviera",; tu sei quello che regolando gli spazi pubblici, creasti finalmente un minimo d' ordine in una città nel caos, consentendo a ciascuno di lavorare nel rispetto degli altri; tu sei quello che con poche "piccole" cose sei riuscito a rilanciare quella Tropea, che nel corso degli anni a venire sarebbe stata un esempio da seguire, raggiungendo una serie importante di traguardi, che nessun altro, prima e dopo di te, è riuscito a raggiungere.
Questi sono i tuoi grandi meriti, più ancora delle opere pubbliche, che sarebbero rimaste cattedrali nel deserto senza la tua abnegazione e la tua perseveranza nell´occuparti delle "piccole" cose, della cosiddetta ordinaria amministrazione di cui tutti oggi si riempiono la bocca ma che nessuno era prima ed è riuscito a garantire dopo che lasciasti la carica.
Caro sindaco "della spazzatura", Tropea ha ancora bisogno di pulizia, ad ogni livello e tu hai gia dimostrato di poterla garantire. I 4 anni di tua assenza siamo tornati indietro di 15 anni amministrativamente e, come nel ´93, c'è, ancora bisogno dell´entusiasmo di un giovane signore di oltre 70 anni, che con la sua abnegazione e la sua voglia di fare, riporti Tropea agli antichi fasti con i fatti e non con le tante parole di cui tutti, in questi giorni frenetici di campagna elettorale, si riempiono la bocca.
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