Mostrano grande apprensione quando appare in cielo una cometa, perchè credono che sia foriera di carestia, di disastri e di malanni per la povera umanità. Ora noi facciamo una rapida escursione sulla volta celeste, soffermandoci a questi astri che esse conoscono e così ci faremo un'idea chiara delle loro conoscenze astronomiche.
Cominciamo con l'Orsa Minore, dai pescatori denominata "Carru Maistru" con la Stella Polare, che serve loro di orientamento durante la notte. Segue l'Orsa Maggiore, che va sotto il nome di "Carru ch'y goj" e che per i pescatori non ha nessuna importanza all'infuori di quella di rintracciare subito la Stella Polare.
Importante per essi è la "Via Lattea", conosciuta sotto diversi nomi, prima di tutto con quello di "Strata di S. Japico" e poi "Strata d'i tempi".
Quest'ultimo nome glielo hanno dato perchè credono che questo ammasso stellare annunzia i venti che spireranno secondo la direzione che assume in cielo.
I pescatori hanno osservato che la sua direzione normale è una obliqua che va da maestro a scirocco, ma quando la vedono che va da levante a ponente attendono i venti da nord, mentre quando va da greco a mezzogiorno attendono il vento che spirerà da scirocco (che essi dicono "tempo di canale", cioè dello stretto di Messina) da dove arriva a Tropea lo scirocco, oppure da libeccio.
Se poi segue la direzione da maestro a scirocco si avrà un tempo secco e spirerà il maestrale. Distinguono pure in essa la prua, la quale è l'estremo che può trovarsi ora a ponente e ora a mezzogiorno.
Passiamo adesso ai "Varìi" e alla "Cucchitta", che formano la costellazione dei Levrieri. I Varìi (ossia i Barili) sono due stelle grandette che si vedono a ponente.
Tramontano a mare al primo chiarore dell'alba. In marzo, verso le quattro del mattino, quando la "Cucchitta" (cioè la Coppietta) ha fatto la sua apparizione in cielo.
Nel marzo sorge con 2 ore di mattino, in aprile con un'ora ed a maggio all'alba e dà il segnale propizio per calare a mare le minaite.
Viene ora la "Stija de l'arba" o "Stiazzu". Sotto questi due nomi è conosciuto Espero, che, in gennaio, sorge due ore prima che faccia giorno, ed in aprile appena spunta l'alba, a greco 4a levante. E' visibile da gennaio a tutto aprile e ritarda gradatamente il suo sorgere. Al suo apparire si calano a mare le minaite.
La "Pujara" ossia la costellazione delle Pléiadi, facilmente riconoscibile da tutti, ha l'ufficio di orologio perchè l'inverno sorge ad un'ora di notte e quando è giunta a perpenticolo sulla terra segna mezzanotte.
Il proverbio dice di essa: "A Sant'Andrea (29/11) a pujara paparea", volendo significare che in detto giorno appena spunta l'alba essa tramonta.
La "Pujara" sorge in agosto a mezzanotte e dieci minuti prima che essa tramonti si calano in mare le reti e si ritirano dieci minuti dopo il suo tramonto.
Sono denominate "U tri bastuni" tre stelle, l'una dietro l'altra in linea retta, che fanno parte della costellazione di Orione, Il tre bastone sorge un'ora e mezza prima delle Pléiadi e tramonta un'ora e mezza pure prima di esse.
In ultimo abbiamo la "Stija di Santa Caterina". Così è denominato Sirio: appare in cielo il 22 novembre sulla costa verso greco-levante, sorgendo a prima sera sopra il villaggio di Fitili ed indica che è venuto il tempo di calare le nasse per la cattura dei pesci che saranno conservati in apposite nasse per essere venduti a Natale.
Sulle "Stelle cadenti" o "Filanti" i pescatori hanno osservato che fino a mezzanotte corrono verso il 3° e il 4° quadrante. Da mezzanotte in poi corrono verso il 1° e il 2° quadrante: in questo caso si dice che corrono in poppa, mentre prima mezzanotte corrono verso vento.
Se le Stelle cadenti si partono da ponente e vanno verso levante, si aspetta il vento da levante, se poi da levante si dirigono verso ponente si aspetta il vento da ponente.
Non abbiamo ancora finito la nostra escursione nella volta celeste e passiamo al
che del valor del cielo il mondo impronta
e col suo lume il tempo misura.
Sarà buon tempo quando il disco solare al tramonto si mostrerà lucido, in un'atmosfera chiara, mentre se tramonta dietro uno strato di nuvole scure il pronostico è contrario.
Quando mei giorni piovosi il sole fa capolino fra le nuvole ed i suoi raggi sono pallidi è segno che la pioggia continuerà: "Suli jancu, suli d'acqua".
Un altro segno di buon tempo è ritenuto quando l'orizzonte è limpido ed il sole, nell'attimo in cui scompare nel mare, lancia nel cielo come un guizzo smeraldo. Tale curioso fenomeno viene detto dai pescatori "Lampu virdi".
Infine sul sole abbiamo le seguenti osservazioni:
1) Quando il sole s'insacca tra le nuvole, anche se il resto del cielo sia chiaro, si aspetta mal tempo, di solito da Ponente-Libeccio, ma se il sole prima si insacca e poi viene fuori è segno che il tempo sarà variabile.
2) Quando il sole manda fra le nuvole dei raggi in alto è segno che spireranno venti da ponente e quindi sarà cattivo tempo.
3) Quando si provi l'illusione che il sole tramonti veloce è indizio di cattivo tempo e quando sorge chiaro sarà buon tempo; ma se quando sta per sorgere manda fuori i suoi raggi fra le nuvole i venti saranno da levante e se ciò succederà, al tramonto i venti saranno da ponente.
Dopo il sole viene la luna, la quale è oggetto di speciali osservazioni. Essa è considerata come se fosse un essere vivente e nelle sue asperità i pescatori credono di distinguere gli occhi, il naso e la bocca. Allorquando accade un'eclissi essi ritengono che il sole e la luna si azzuffino.
Dalle osservazioni che fanno sulla prima fase lunare deducono l'andamento dell'intera lunazione, seguendo la seguente regola: il primo e il secondo giorno del novilunio non hanno efficacia, ossia non si attribuisce nessun valore, mentre al terzo sì e, se il quarto ed il quinto giorno saranno uguali al terzo, anche gli altri giorni rimanenti della lunazione saranno identici, come espongono i seguenti versi latini:
Tertia indicat
Si quarta et quinta talis
Tota lunatio aequalis.
I proverbi che veniamo man mano esponendo compendiano l'esperienza fatta osservando questo nostro satellite.
Luna a varca, luna d'acqua.
'U suli si curca e la luna si leva.
Alle volte, mediante i vapori, si forma intorno alla luna un ampio alone ed allora è segno che dovrà spirare vento oppure verrà a piovere per cui il proverbio avverte: "Circu luntanu / Acqua vicina".
Se invece l'alone è piccolo non verrà a piovere ed in questo caso si dice: "Circu vicinu / Acqua luntana".
Altre volte succede che intorno alla luna, tutta offuscata, si forma un piccolo alone, che viene detto "Occhio di pernice", e ciò è indizio che il tempo è per scaricare, come dicono i marinari, ossia sarà cattivo tempo ed intanto l'aria è chiara.
Se vicinissimo a questo satellite scorgono una stella che brilla di una viva luce ritengono che presto avverrà un cambiamento a male del tempo, onde il proverbio: "Stia e luna, è fatta sgrissura".
I pescatori calano in mare le reti dieci minuti prima che essa sorga e le ritirano dieci minuti dopo che è sorta; in seguito torneranno a calarle dieci minuti prima che tramonti, per ritirarle dieci minuti dopo che è tramontata.
L'osservatorio meteorologico dei pescatori tropeani è un vasto terrazzo sopra un'alta rupe che guarda il mare a ponente, fornito di sedili di pietra ed ornato da pochi alberelli di acacia. Questo luogo di osservazione è detto la "Villetta del Borgo". Ivi si riunisce la gente del mare per scrutare, sia di mattina che di sera, il cielo onde trarre i pronostici della giornata.
Quindi, di mattina guardano l'isola di Stromboli, distante circa 36 miglia marine in direzione di ponente-libeccio, e osservano la direzione del fumo di quel vulcano, sempre attivo, e confrontano se il vento segue la stessa direzione di quello che spira nel loro mare.
Di notte, guardando le stelle, indovinano come sarà il tempo come recita l'adagio:
Stij cupusi / tempi chiovusi,
Stij cadenti / sciroccu ardenti.
a lu secundu pasci,
a lu terzu mori.
Nel mare di Tropea quando spira la tramontana si ha solo vento perchè:
Hiata 'na simana.
E quandu veni di lu so' paisi
Hiata cchiù di nu misi...
D'inverno, essendo la tramontana un vento gelido, si usa dire: "'A trammuntana / i venti li sicca / e li figghioli li 'ntana" per significare che i vecchi se li porta all'altro mondo, mentre i ragazzi li fa stare intanati nelle loro case.
Il vento di greco-tramontana è traversia per Tropea, mentre il solo greco presagisce lo scirocco, perchè sono due venti che si contrastano. Infatti si suol dire:
Lu sciroccu sbucca du Canali,
In merito alla caccia ed alla pesca si dice:
è "sparti matrimoniu".
Il levante o forza o rimane buono. Quando è subitaneo può fare un temporale. Anche questo vento è "sparti matrimoniu".
Lo scirocco-levante è un vento di terra forte ed abbiamo l'adagio:
E poi si sa che:
Allo scirocco d'estate succede il libeccio e d'inverno il mezzogiorno-libeccio. Quando spira il vento da mezzogiorno il tempo è buono e si dice: "Mezzogiornitto" il vento leggero che viene da Capo Vaticano. Il mezzogiorno-libeccio è indizio di maltempo perchè è chiamato dallo scirocco. Il libeccio d'estate può mutare in ponente, il quale può diventare maestro, salvo che non monti lo scirocco che domina tutti i venti. Esso porta vento e pioggia, per cui si dice:
E 'na vota chi ndi fici
Peju fici
E scuntentò tutt'i nimici.
Ed ora, prima di dare un lieve cenno sui temporali, che durante l'anno succedono nella zona di Tropea, diciamo che i venti spirano a ..... da aprile ad agosto e perciò vengono detti "venti schetti" mentre si chiamano "venti maritati" gli altri che spirano a coppie da agosto in poi ed i pescatori fissano la data dell'accoppiamento al 15 del detto mese, secondo la loro affermazione: "Quandu sonanu i campani dell'isola (15 agosto) i venti sugnu maritati".
Cominciamo dalla "sgrissura", la quale è sul motivo della ......".
La "bafogna" è un temporale che può essere forte oppure leggero .... succedere con qualsiasi vento. Al principio si cominciano a vedere in diversi punti del cielo delle nuvole che non danno sospetto. ...... il tempo cambia col predominio del ponente-libeccio, oppure sopraviene una bonaccia col vento di maestrale.
Le bafogne si succedono l'una all'altra per 4-5 giorni cpnsecutivi ed avvengono nel mese di aprile, maggio e giugno. Di esse suol dirsi:
La "Buriana", come la bafogna, può avvenire da qualunque punto cardinale. Col dominio del maestrale si accumulano densi nuvoloni, sopra bianche e neri in basso; poi succedono lampi e tuoni frequenti. Possono avvenire nello stesso momento diverse buriane che si incontrano l'una con l'altra e possono pure formarsi delle trombe marine. Una buriana può durare mezz'ora o poco più. L'epoca in cui questo fenomeno avviene è da luglio a settembre e quest'ultimo mese è ritenuto la mamma delle buriane perchè ne avvengono di più che in precedenza.
La "Tribìa" è quasi uguale alla buriana, se non più forte. Questo fenomeno quando avviene d'inverno si dice "nivarrate" e quando è potente viene detto "grugna". Da tutto l'orizzonte si vedono venire sù nuvole a forma di teschi, poi di colpo si ha la tribìa.
"L'Ariu Nivarru" corrisponde alle nivarrate o tribìe invernali, che incominciano a dicembre e durano fino a tutto marzo. Queste burrasche possono formarsi da tutte le direzioni; ma quelle di ponente-maestro sono le più forti e quando vengono sù mandano assai vento accompagnato da lampi e tuoni. Dopo aver scaricato il vento vanno ad alleggerire. Dette tempeste si susseguono finchè il tempo non si sarà assodato. Le più importanti e pericolose vengono da ponente-libeccio.
Il "fortunale" è un contrasto di venti che provengono da tutte le direzioni e rinforza di più quando esso viene da maestro oppure da ponente-maestro.
La "traversìa" è una forte tempesta di mare che in Tropea si ha con lo scirocco-levante.
Ed ora, per finire l'argomento, diciamo del "tempo di gòrfura" il quale è un tempo buono ed avviene di notte col predominio del vento di terra. Di giorno scende il vento come di mezzogiorno; durante la giornata questo vento passa a maestrale, però la notte esce il vento di terra fresco detto "terrano". E' un tempo sempre costante e perciò sicuro. Il tempo di gòrfura comincia ad ottobre e dura per tutto l'inverno.
I "tempi di canale" si hanno quando di mattina il vento viene dal Canale (Stretto di Messina) e più tardi soffierà lo scirocco; se invece il vento viene dal golfo di Gioia Tauro, come levante, verso le undici compare lo scirocco.
La "tromba marina" è conosciuta col nome di "cudarrattu". Essendo capace di produrre disastri, i pescatori hanno imparato a "tagliarla", ossia a distruggerla, solo quando è dannosa, recitando una formula speciale che si trasmette fra loro solo la notte di Natale, in Chiesa, nel momento in cui il sacerdote consacra l'Ostia.
Il valente pescatore Francesco Laganà fu Vincenzo, alias Dannatu, da Tropea, al quale dobbiamo tutte le notizie astronomiche e meteorologiche esposte in questo lavoro, persuaso dallo scopo per il quale veniva da noi interrogato, si compiacque dirci la formula da lui usata, che è la seguente:
Criaturi di lu celu e di la terra.
E 'n Gesù Cristu nostru Signuri.
Càscari du celu 'n terra!
Abbiamo pure altre formule, ma sono delle varianti per cui crediamo inutile citarle.
E' diffusa la credenza che l'arcobaleno sia il simbolo dell'alleanza di pace fatta da Dio con Noè, dopo il diluvio universale. Esso fa presagire il buono ed il cattivo tempo, secondo che appaia di sera o di mattina, come ci informano i comuni dettati:
Arcu matinali / scruscinu i cannali.
Arcu di matina / lu tempu si ruina.
Arcu di matina / l'acqua è vicina.
Pigghiati 'i robbi
e vattindi a lavari.
Quandu li nuvolati vannu a mari
Méntiti a lavari,
Quandu vannu pi' susu
Méntiti 'nto pertusu.
E nuvuli d'estati,
Amuri di donna
Fidi non prestati.
"Aria pecurina / Si non chiovi stanotti / Chiovi a matina".
Tantu trona nzina chi chiovi,
Tantu chiovi nzina chi scampa.
Quandu trona - aspetta l'acqua.
Quandu trona - voli chiovìri.
Doppu 'u lampu - veni 'u tronu;
Prima veni 'u lampu e poi 'u tronu.
Quandu lampa, scampa,
Quandu trona, chiovi.
Lampa e trona a lu 'mprovisu
di malu tempu dannu l'avvisu.
Cchiù prestu scampa.
Veni l'acqua - carma lu ventu.
Quandu grida la praja di lu mari
L'acqua è vicina.
Quandu 'u mari si lagna,
la terra si vagna.
Quandu canta lu cuccu
si ottu chiovi, una asciuca tutto.
Col nome di "rema" viene indicata la corrente marina che va così distinta: "menza rema", quando è debole, e "remèa" quando è appena sensibile. E' da notare che queste specie di correnti sono alla superficie del mare, mentre in profondità se ne incontra un'altra che cammina in senso contrario. E fra queste specie di correnti se ne incontra anche una terza nel mezzo di esse.
D'Otranto e Croton nulla distorna;
O Tropea, là 've del mar corrente
Rapido si rivolge indietro e torna.
Con questo ingegnoso modo fanno approssimativamente la previsione del tempo dell'intera annata.
www.calabriaonline.com
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