TROPEA VACANZE VIP


giovedì 28 gennaio 2010

Il faro di Capo Vaticano vicino Tropea


Il faro di Capo Vaticano di Ricadi, è stato costruito nel 1870 ma attivato 15 anni dopo. Si poggia su di una roccia di oltre 110 metri sul livello del mare. Secondo la tradizione del luogo, su uno degli scogli al di sotto del faro - detto "scoglio Mantineo" - la profetessa Manto faceva il suo vaticinio, predicendo il futuro ai naviganti, prevedendo o scongiurando l'ira dei mostri di Scilla e Cariddi (le correnti marine dello stretto). In condizioni metereologiche ideali ( e il clima lo permette da Marzo a Novembre) si intravedono benissimo le Isole Eolie e lo Stromboli. Lasciamo immaginare ai nostri visitatori la suggestiva veduta di un tramonto sullo Stromboli dal Faro di Capo Vaticano.


L'estrema semplicità della bassa costruzione, il tetto piano a terrazza, col serbatoio dell'acqua, da cui sale la torretta cilindrica di sostegno alla lanterna, il forno a legna adiacente al fabbricato, riportano lo sguardo alla classica tipologia delle costruzioni mediterranee. E' dotato di ottica rotante di 500mm di focale, che emette un gruppo di 4 lampi bianchi ogni 20 secondi; essa è occultata ad est di 205° nel golfo di S. Eufemia (Lamezia Terme)

mercoledì 27 gennaio 2010

Cipolla rossa di Tropea nel nuovo “McItaly”


Con la cipolla rossa di Tropea c’è un pezzo di Calabria nel gustoso “McItaly”, il nuovo panino targato McDonald’s destinato a passare alla storia come il primo ad essere preparato utilizzando soltanto ingredienti provenienti dal Belpaese.Un panino 100% italiano, insomma. Il MacItaly è stato presentato ieri a Roma nello storico locale di piazza di Spagna appartenente alla nota catena di fast-food americana. Immancabile la presenza del ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, che ha dichiarato di “aver spinto in prima persona per la creazione di questo panino, riuscendo a convincere l’amministratore delegato Roberto Masi a credere in questo progetto”.L’obiettivo dichiarato dal ministro leghista è quello di “difendere il ‘farmer market’ italiano, e in questo senso McDonald’s utilizzera’ 1.000 tonnellate di prodotti agricoli nostrani ogni mese, per una spesa complessiva di 3,5 milioni di euro mensili”.

Il MacItaly presentato a Roma nello storico locale di piazza di Spagna
Passando ai numeri, il 75% dei prodotti italiani verrà “immesso nella grande distribuzione – continua il titolare delle politice agricole – per cui bisogna guardare la qualità, non solo la modalità in cui essi vengono immessi nel mercato”. McItaly, come spiega ancora il ministro Zaia, sara’ “il primo panino tracciato al 100%”, con ingredienti di sicura provenienza e qualità come Asiago dop, pancetta della Val Venosta, grano saraceno, carciofi romani e, appunto, cipolle rosse dolci di Tropea.Una giornata storica per gli amanti del fast food, che da oggi avranno un motivo in più per addentare un fumante “Mac”. McItaly, nelle intenzioni del ministro Zaia, che tra l’altro si dice orgoglioso per aver patrocinato con il suo ministero e a costo zero lo sviluppo del panino, “dovra’ diventare un ‘must’ internazionale e McDonald’s, con i suoi 292 punti vendita solo in Italia, offre una buona possibilità di far conoscere i nostri prodotti all’estero”.

venerdì 22 gennaio 2010

Fileja


Pasta fresca tradizionale calabrese , fatta in casa, che si produce in provincia di Vibo Valentia, da dieci anni si consuma fuori dai confini regionali e nazionali. Di antica produzione familiare tradizionale di pasta fresca, che si tramanda di generazioni in generazioni, consumata in giornata quella fresca, in qualsiasi momento quella essiccata a lunga conservazione, utilizzata per la vendita in tutto il mondo, grazie ai numerosi turisti che hanno conosciuto questo prodotto tramite i ristoratori locali.una pasta fresca preparata in casa e ricavata con un semplice composto di acqua e farina che viene lavorato a mano.
"i Fileja" si servono con sugo di pomodoro e con il locale "Pecorino del Monte Poro" grattuggiato. Per gli amanti del "piccantino" il tutto può essere insaporito e "infiammato" da un buon peperoncino piccante calabrese o dalla famosa "Nduia di Spilinga" .
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'nduja


la nduja? La nduja è uno dei più famosi, se non il più famoso, tra i prodotti alimentari tipici calabresi. La nduja (attenzione: nduja, non nduia!) è un salame morbido, spalmabile, piccantissimo.
È tipica del Monte Poro: Spilinga (in provincia di Vibo Valentia) è il comune d'elezione, ma l'area di produzione è estesa a molti comuni del vibonese. Il nome nduja deriva dal francese "andouille", che vuol dire "salsiccia". Non è tuttavia una salsiccia, per quanto possa assomigliarci.
La nduja è fatta con carne di maiale, un po' di grasso, e molto peperoncino piccante. Ed è proprio per l'abbondante peperoncino che la nduja è molto piccante. Non a caso qualcuno potrebbe preferire una versione "light".
La nduja ha un colore tendente al rosso - neanche a dirlo - dovuto alla presenza del peperoncino, e una consistenza che neanche dopo la stagionatura diventa dura.
È quasi superfluo sottolineare come la nduja, grazie al gusto squisito e al piccante dovuto a tanto peperoncino, viene da alcuni considerata afrodisiaca. Si può anche essere scettici al riguardo, ma sicuramente la nduja ha benefici effetti sul sistema cardiocircolatorio.


martedì 19 gennaio 2010

Tropea


Eletta la perla del mediterraneo, racchiude tra le sue mura, un romanticismo ed un fascino unico, tutto da scoprire. Molto suggestiva, offre un bellissimo colpo d’occhio se vista dall’alto. E’ edificata su un promontorio a strapiombo sulla spiaggia che con due lingue sabbiose e congiunta a due scogli “le piccole isole” di S. Leonardo e S. Maria. Su questa ultima sorge la Chiesa di S. Maria dell’Isola. Nel centro dalle casa tutte coperte di tegole rosse, sono da visitare: la cattedrale del X-XI sec., la Chiesa di San Francesco, la Chiesa del Gesù, di S. Maria del Carmine e dell’Annunziata. Il porto di Tropea e un gioiello architettonico che può contenere oltre centinaia imbarcazioni.Il lungomare e costellato di strutture alberghiere, ristoranti e negozi. Nel suo interno, nelle strette viuzze, Tropea nasconde tesori incantevoli come le corti delle abitazioni ed i numerosi portali lavorati a mano. Nei sapori gastronomici di Tropea, non possiamo dimenticare la “cipolla rossa” che in realtà e il prodotto principe della terra della Calabria e conosciuta in tutto il mondo per la sua straordinaria dolcezza, il suo profumo delicato, e la sua leggerezza.
Tropea è ubicata su un promontorio a picco sul mare, è nota per le acque cristalline e le spiagge di sabbia bianca. Oltre alle superbe coste, a Tropea è possibile visitare un elegante centro storico che conserva ancora integre le strutture urbanistiche dei secoli precedenti. Tropea fonda le sue origini in civiltà assai remote, dalla colonizzazione normanna sino al predominio romano, facendo di essa, una cittadina di piccola estensione territoriale, ma con grande spirito nobiliare.


Cipolla di Tropea

Tutto il mondo ha scoperto la bellissima Tropea , la cittadina pittoresca calabra a strapiombo su un mare limpidissimo di Capo Vaticano, che con il suo faro, è da sempre un punto di riferimento per i naviganti. Oggi però, ancora più che in passato, Capo Vaticano è meta per i turisti, non solo per la bellezza delle spiagge, ma anche per il fascino della sua storia, delle sue leggende e della sua gastronomia. Il nome stesso del capo, forse dal latino vaticinium, ci riporta ad un antico oracolo che tra queste alte rocce dava responsi a chi doveva affrontare il pericoloso passaggio tra Scilla e Cariddi. Girando per le viuzze caratteristiche di Tropea si incontreranno molti negozi che tengono in bella mostra lunghe trecce della famosa “Rossa di Tropea”, della famosa cipolla rossa di Tropea. Rinomatissima nel mondo per il suo gusto delicato e dolce e soprattutto per la sua digeribilità, la “Rossa di Tropea” è diventata un gradito souvenir da portare a casa.
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mercoledì 13 gennaio 2010

Santuario della Madonna del Carmine

Il Santuario della Madonna del Carmine sorge sulla collina detta Monte Poro,vicino Tropea, in una posizione estremamente suggestiva e circondato da limpide sorgenti di acqua oligominerale. Il Santuario, meta di numerosi pellegrini duranti i festeggiamenti del 15 e del 16 luglio di ogni anno, fu fondato nel 19° secolo da Frate Carmelo Falduti. Al suo interno si conserva una statua lignea della Madonna del Carmine, risalente anch’essa al 19° secolo

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Santuario della Madonna di Porto Salvo

Il Santuario della Madonna di Porto Salvo, vicino Tropea, fu costruito nel 18° secolo. Di stile neoclassico, la sua facciata è scandita da lesene, sormontate da capitelli decorativi, ed è affiancata da un campanile cuspidato a base quadrata. Il portale d’ingresso ha forma rettangolare. All’interno dell’edificio si conservano splendide opere in marmo e tele di scuola napoletana, risalenti al Settecento. Citiamo, tra queste: l’altare e la balaustra in marmo, in stile barocco; il dipinto olio su tela raffigurante la Madonna di Porto Salvo (18° secolo); le tele della Sacra Famiglia, dell’Annunciazione e della Deposizione (18° secolo).

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Santuario della Madonna della Romania

Il Santuario della Madonna della Romania risale all’anno Mille. Al suo interno è conservata la tela bizantina di una Vergine nera che, secondo la tradizione, fu portata in Calabria dalla Romania dai monaci basiliani nel milletrecento circa. Si narra che, nel 1638, la Vergine apparve in sogno al Vescovo di Tropea Ambrogio Cordova: Ella lo avvertì che presto un terremoto avrebbe devastato la Calabria. Il 27 marzo di quell’anno, il religioso perciò istituì una processione di penitenza e proprio nell’istante in cui numerosi pellegrini si erano radunati ad onorare la Madonna si scatenò il terremoto; la calamità distrusse numerose zone della regione ma lasciò intatta Tropea. Per questo episodio, la Madonna della Romania fu riconosciuta Patrona del paese. A Lei furono attribuite anche la salvezza dalla peste seicentesca e da un altro terremoto verificatosi nel 1659. In onore della Vergine, il 15 agosto di ogni anno i Tropeani portano la statua che la raffigura a bordo di una barca e la spingono fino alla baia di Riaci; la suggestiva processione sul mare si chiude, poi, con una fiaccolata sulla spiaggia. La festa della Madonna della Romania si celebra il 9 settembre e richiama numerosi fedeli dalle zone limitrofe

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Santuario di Santa Maria dell' Isola

Il Santuario di “Santa Maria dell’Isola” sorge su una suggestiva scogliera a picco sul mare. Meta, di numerosi pellegrini, vi si giunge attraversando una lunga e ripida scala ricavata lungo speroni rocciosi. L’attuale facciata dell’edificio risale al 1905, ma l’impianto originario è dell’11° secolo. La forma primitiva è bizantina, a pianta centrale: sono state successivamente aggiunte tre piccole navate. Al 14° secolo risalgono un rilievo di Cristo tra i Santi e una pietra tombale, opera del Maestro da Mileto, dalle linee gotiche. Del Settecento è, invece, la tela, adagiata nella volta, che ritrae la S. Famiglia, e il gruppo statuario posto nell’altare. All’interno del Santuario, inoltre, sono ancora evidenti i resti murari dell’impianto medievale. Fino agli inizi del 19° secolo la chiesa era direttamente collegata alla cittadina da un cavalcavia. Oggi la chiesa richiama un gran numero di fedeli sia in occasione della processione sul mare, il 15 agosto, sia l’8 settembre. Dietro la chiesa, un romantico giardino con balconate a picco sul mare.

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