Arrivando sul luogo è forte la sensazione di trovarsi tra le strade di Bagdad. Un locale letteralmente sventrato dall’esplosione, le auto parcheggiate a fianco arse dalle fiamme, una colonna di fumo intensa e nera che si alza verso il cielo e la gente che fugge dal palazzo in preda al panico. E’questo lo scenario che hanno impresso negli occhi gli abitanti della cittadina tirrenica accorsi su via IV Novembre, in pieno centro, dopo aver sentito il boato della violenta deflagrazione avvenuta ieri sera verso le 21.30. Al momento non si sa con certezza cosa abbia potuto generare l’esplosione che ha avuto origine all’interno del noto bar Casinò Royal, di cui è gestore Maria De Luca, una ragazza di 30 anni, di Gioia Tauro. Di certo c’è che l’attività commerciale, aperta da qualche mese e nella quale si stavano svolgendo lavori di sistemazione del parquet, è andata completamente distrutta, non solo a causa dal violento spostamento d’aria che ha divelto le saracinesche e mandato in frantumi i vetri dei palazzi vicini, ma anche dalle fiamme che hanno interessato, inoltre, cinque autovetture parcheggiate nelle vicinanze. Ed è solo un caso fortuito se in quel momento non ci fosse nessuno nelle vicinanze. Vista la vastità dell’esplosione non avrebbe avuto alcuna via di scampo. Scene di panico, come detto, tra la popolazione che risiede nei palazzi vicini e in quello sovrastante il bar, che si è riversata in fretta e furia per le strade cercando di evitare il fuoco che ha bloccato la trasversale a via IV Novembre, e cioè via delle Vittorie. I primi ad arrivare sul posto sono stati gli agenti del posto fisso di polizia di Tropea, guidati dal commissario capo Emanuele Rodonò; pochi istanti dopo i carabinieri della Compagnia agli ordini del tenente Giovanni Migliavacca. La zona è diventata off limits per i curiosi che pian piano si sono recati sul luogo dell’esplosione, mentre i Vigili del fuoco di Vibo Marina hanno provveduto, con non poca fatica, ad estinguere l’incendio. Non è stato ancora chiarito, come detto, se si possa trattare di un corto circuito, dell’esplosione di un tubo di metano oppure di una o più bombe. Gli investigatori al momento non si sbilanciano. E’chiaro che, se le due ultime tesi fossero confermate, ciò starebbe a significare che i malviventi hanno agito forzando una delle entrate e, in seguito, azionato l’ordigno, per poi darsi alla fuga. Intanto, per motivi di sicurezza è stata decisa l’evacuazione dell’edificio di tre piani in modo tale da consentire ai tecnici del 115 di effettuare, nella giornata odierna, i rilievi per verificarne l’integrità strutturale.
Il Quotidiano della Calabria
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