Era nato a Tropea il 20 dicembre 1890 in una famiglia di artigiani. Il padre Antonio era uno stimato fabbro ferraio, autore di ringhiere per balconi, inferriate e cancelli per i palazzi e le ville delle numerose famiglie nobili e borghesi tropeane, come Toraldo, Bragò, Tranfo, Ruffa. Lavorava il ferro con l’abilità dello scultore, sicché i suoi lavori erano veri e propri capolavori della forgia.La bottega si trovava nel rione Borgo, dove ancora oggi qualche artigiano superstite produce oggetti per il turismo di massa, su cui si basa l’economia della celebre città regia calabrese.Tropea godeva della fama per essere la patria di Pasquale Galluppi, filosofo neokantiano autore di pregevoli studi sul criticismo, diffusi grazie all’insegnamento nell’Università di Napoli.Ma il pensiero di Galluppi non esercitò nessuna attrattiva e influenza sul giovane Alessandro, a causa dell’assenza di tematiche sociali nelle opere del filosofo. L’aspirazione al riscatto sociale diveniva sempre più forte nelle famiglie artigiane e mercantili, anche per l’ostinata chiusura della nobiltà locale nella difesa di privilegi feudali che costituivano un ostacolo insormontabile allo sviluppo economico della zona, della Calabria e del Mezzogiorno in generale.La madre era Maria Rosa Casuscelli, aveva ascendenze nobiliari in quanto la madre apparteneva all’antica famiglia Famulari. Era nata nel villaggio di Calimera, non lontano da Tropea. Il padre era uno stimato farmacista, conosciuto a Tropea e a Vibo Valentia.Antonio Bagnato intratteneva ottimi rapporti con la borghesia commerciale di Tropea, dal gioielliere Geniale Licandro al collega farmacista Di Tocco, ricevendone suggestioni e sollecitazioni di natura culturale, che spingevano nella direzione di un superamento delle barriere socioeconomiche.Alessandro frequentò le scuole elementari con ottimo profitto.La famiglia pensò che fosse giunto il momento di tentare un elevamento sociale, facendo proseguire gli studi al figlio maggiore, mentre Maria, la secondogenita, avrebbe dovuto attendere un buon partito per sposarsi, secondo le tradizioni del Mezzogiorno, e non solo. Purtroppo, è rimasta zitella ed ha trascorso gli ultimi anni di vita nell’abitazione del fratello.Acquisì una qualche pratica nella preparazione di pozioni e decotti di erbe, ma non svolse mai alcuna attività.Alessandro fu mandato a Catanzaro a studiare presso l’Istituto Normale Magistrale, dove conseguì il diploma di maestro elementare. Si preparò al concorso per l’abilitazione all’insegnamento e lo vinse, iniziando l’attività didattica nel 1920, proprio a Tropea. Il servizio militare prima e in seguito l’invio al fronte allo scoppio della Prima guerra mondiale, dove fu ferito nel corso di un combattimento, rallentarono il suo programma di studi e l’insegnamento.La passione per la scrittura e le doti intellettuali si manifestarono già al tempo del Magistero. Infatti, nel 1913 fondò a Catanzaro il giornale Il Birichino calabrese, svolgendo una intensa attività pubblicistica. Bisognerebbe cercare nella Biblioteca Civica di Catanzaro copie di questo giornaletto, utile per completare la ricostruzione dell’atmosfera culturale nel capoluogo calabrese e soprattutto l’ambiente scolastico. La biblioteca di Catanzaro è stata per lunghi anni diretta da Giuseppe Patari, poeta dialettale di qualche pregio: di conseguenza, egli non deve essere rimasto insensibile alle novità editoriali locali.
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